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La Pubblica amministrazione cambia assieme e non contro i suoi lavoratori
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La Pubblica amministrazione cambia assieme e non contro i suoi lavoratori

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Pubblicato il 8 Gennaio 2012

La Cisl Fp continua la sua battaglia per un riconoscimento sostanziale del ruolo e del contributo del lavoro pubblico: è un passaggio preliminare ad ogni idea di riorganizzazione del settore. L’efficienza della pubblica amministrazione si conquista assieme e non contro i suoi lavoratori. Angelo Galeazzi, Segretario generale della Cisl Fp di Brescia, lo scrive in una lettera aperta ripresa questa mattina da Bresciaoggi.

 

 

 

LETTERA APERTA DELLA CISL FP DI BRESCIA
PER IL RICONOSCIMENTO DEL VALORE DEL LAVORO PUBBLICO

Confindustria sembra raccogliere il testimone dell´ex ministro Brunetta e delle sue bizzarre idee sul lavoro pubblico e sulla pubblica amministrazione, annunciando che per tagliare la spesa e scongiurare nuove tasse bisogna licenziare una parte dei dipendenti pubblici. Più dell´indignazione prevale lo sconcerto, la consapevolezza che quella che dovrebbe essere la più titolata delle associazioni d´impresa non riesce sulla pubblica amministrazione a fare un ragionamento che distingua le responsabilità delle inefficienze e i nodi organizzativi della macchina pubblica.

In questa stagione carica di legittime preoccupazioni per il presente ma ancor di più per il futuro, molti richiamano le forze sociali alla necessità di fare un salto culturale per affrontare i cambiamenti in atto.

Occorre una presa di coscienza della realtà, che significa assunzione di responsabilità rispetto al mutato contesto socio economico e di aspettative da parte dei cittadini.

Giustamente viene chiesto ai lavoratori che erogano servizi alla persona e ai cittadini, serietà, responsabilità, impegno e disponibilità. Al contempo però i lavoratori pubblici hanno diritto a maggiore rispetto e a vedersi riconosciuto i loro ruolo.

Oggi i dipendenti pubblici stanno subendo penalizzazioni pesanti che influiscono non solo sulla retribuzione ma anche sul futuro in termini previdenziali e conseguentemente sulla qualità della vita; spesso vengono considerati come il problema dei problemi, per cui ogni qualvolta si fanno i conti in termini solo economici e ragionieristici la prima scelta è tagliare, ridurre o modificare le condizioni di lavoro e retributive dei pubblici dipendenti. Il tutto mentre si assiste ad vera e propria fuga dalle responsabilità da parte dei livelli decisionali e organizzativi del lavoro pubblico, che pensa di risolvere i problemi con le esternalizzazioni dei servizi, anche se in realtà questa scelta ne genera di più gravi e dirompenti: basti pensare alle gare al ribasso sulla fornitura dei servizi alla persona e alla crescita abnorme delle prestazioni affidate a cooperative senza storia e senza professionalità radicate.

La pubblica amministrazione è questione complessa alla quale non si possono dare risposte semplicistiche. Si prenda ad esempio la riorganizzazione degli enti previdenziali. Riaccorpare nell´Inps i diversi enti oggi esistenti e un´operazione facile a parole ma complicata nei fatti, con ricadute inevitabili sul servizio agli iscritti e sui dipendenti degli istituti.

D’accordo, il risanamento dei conti dello Stato passa attraverso sacrifici e tagli della spesa, ma occorre equità. La stessa manovra del Governo Monti, per molti aspetti rigorosa ma complessivamente troppo iniqua, non ha messo in campo azioni per un percorso virtuoso. Per la cisl Fp questo percorso deve basarsi su una reale lotta all´evasione fiscale, una giusta patrimoniale, un alleggerimento della pressione fiscale per lavoratori e imprese che investono e assumono, un aumento delle retribuzioni per rilanciare i consumi.

Anche la Pubblica Amministrazione può e deve contenere e razionalizzare la sua spesa, recuperando risorse per riconoscere anche concretamente il contributo dei propri dipendenti all´efficienza dei servizi al cittadino. Spazi di manovra ce ne sono, a cominciare dai risparmi che si potrebbero fare nelle spese del Ministero della Difesa: prima azzeriamo i costi per gli armamenti, poi discutiamo dei tagli alla protezione sociale!

Attendiamo con fiducia l´apertura a partire dalla prossima settimana del confronto tra Governo e sindacati sui temi dello sviluppo, crescita, ricerca e formazione, per dare certezze ai giovani, per rendere meno precario il mondo del lavoro, per offrire garanzie ai pensionati.

Di sicuro oggi vi sono penalizzazioni che come cittadini risultano di difficile condivisione se non accompagnate da equità, ma anche da un ripensamento del sistema previdenziale rispetto ai tempi di uscita dal lavoro che ci sono stati imposti, senza nessun confronto sindacale e senza distinzione tra spesa sociale e spesa previdenziale: l´allungamento del tempo lavoro ha notevoli ripercussioni sia sull´organizzazione del lavoro che sulla sostenibilità dei carichi di lavoro e sull´efficacia dei servizi. Uno slogan abbastanza in voga dice che dopo aver dato anni alla vita si dovrebbe dare vita agli anni; resta da capire quanta e che vita ci rimarrà con una uscita sempre più ritardata dal lavoro.

Il lavoro pubblico è di fronte a nuove sfide, con grandi cambiamenti il cui costo viene caricato principalmente sui lavoratori, dal congelamento del contratto nazionale per più anni al blocco del turnover del personale senza una vera analisi dei bisogni reali (no ai tagli lineari). Come sindacato abbiamo bisogno di coniugare le nostre conquiste e richieste con la realtà dei costi e della sostenibilità del sistema.

Ma sono i lavoratori che per primi chiedono di interventi per la riorganizzazione della pubblica amministrazione, modificando radicalmente modi di fare e modi di pensare in molti settori. La riorganizzazione della Pubblica Amministrazione non può prescindere dal riconoscimento «del valore del lavoro pubblico» e delle persone che lo erogano.

Angelo Galeazzi
Segretario generale Cisl Fp Brescia