La tassa sui permessi di soggiorno è un atto punitivo. Va ripensata e rimodulata

Tra le tante cose ingiuste contenute nel cosiddetto “pacchetto sicurezza” voluto dalla Lega e varato dal vecchio Governo, c’è anche la tassa su ogni istanza di rilascio o rinnovo del permesso di soggiorno il cui importo è stato fissato in 80, 100 e 200 Euro in base alla durata del documento. Per la Cisl il provvedimento va ripensato e rimodulato, anche come segno di discontinuità con il vecchio Governo e le sue politiche punitive nei confronti dell’immigrazione.

Il Decreto che ha reso operativo il provvedimento dal 31 gennaio 2012 è stato firmato il 6 ottobre 2011 dall’allora Ministro dell’economia Tremonti, di concerto con l’allora Ministro dell’interno Maroni e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre 2011. Una tassa vessatoria che si aggiunge ai costi burocratici che gli immigrati già sostengono per la produzione della documentazione per poter vivere e lavorare in Italia.

LA REAZIONE DELLA CISL (3 gennaio 2012)
La Cisl è stata tra i primi a prendere posizione contro il provvedimento, chiedendo al nuovo Governo di ripensare e rimodulare questa misura.
“La sovrattassa sui permessi e le carte di soggiorno degli immigrati – ha spiegato il Segretario confederale della Cisl, Liliana Ocmin – procede in senso contrario rispetto al percorso di accoglienza e di integrazione che viene chiesto da più parti e che il Presidente della Repubblica ha auspicato più volte.
“Si tratta di una misura in evidente contrasto con quella inserita all’art. 40 della recente manovra che invece cerca di venire incontro agli immigrati facilitandoli proprio nelle procedure di richiesta del permesso di soggiorno. Questi provvedimenti tra loro divergenti di certo non aiutano, creano confusione, rischiano di alimentare conflitti sociali ed illegalità non tenendo conto poi che dietro la condizione di immigrato ci sono soprattutto lavoratori e famiglie che vogliono riscattarsi ed intendono farlo alla luce del sole, come ogni altro cittadino, chiedendo diritti ed assolvendo doveri”.
“Come Cisl – ha concluso la Ocmin – nel confermare la nostra disponibilità a discutere ad ampio raggio su questi temi, chiediamo al Governo di ripensare la misura con l’obiettivo non di punire ma di favorire la regolarità di chi con la propria opera quotidiana aiuta ed aiuterà sempre di più il nostro Paese, non solo dal punto di vista economico ma anche da quello sociale”.

IMMEDIATA LA RISPOSTA DEL NUOVO GOVERNO (4 gennaio)
Il Governo ha immediatamente risposto alla sollecitazioni con un Comunicato congiunto del Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri e di quello per la Cooperazione Internazionale e l’Integrazione Andrea Riccardi, nel quale comunicavano la decisione di “avviare una approfondita riflessione e attenta valutazione sul contributo per il rilascio e il rinnovo dei permessi di soggiorno degli immigrati regolarmente presenti in Italia, previsto da un decreto del 6 ottobre 2011 che entrerà in vigore a fine gennaio.
In particolare, in un momento di crisi che colpisce non solo gli italiani ma anche i lavoratori stranieri presenti nel nostro Paese, c’è da verificare se la sua applicazione possa essere modulata rispetto al reddito del lavoratore straniero e alla composizione del suo nucleo familiare”.

OCCORRE UN SEGNO DI DISCONTINUITA’
Accogliendo con soddisfazione l’impegno dei due Ministri, l’Associazione della Cisl che rappresenta i lavoratori stranieri, l’Anolf, sottolinea che adesso la speranza è quella di un provvedimento radicalmente modificato per dare un segno forte di discontinuità con la politica del vecchio Governo sull’immigrazione, incentrata sulla contrapposizione e sulla penalizzazione dei cittadini e dei lavoratori stranieri, una politica che è ostacolo ad una vera integrazione e inclusione sociale basata sulla partecipazione democratica, oltre che fiscale. Sarebbe un primo importantissimo passo, così come sarebbe importante che venissero rispettati i tempi previsti dalla Legge (20 giorni) per il rinnovo dei permessi e che si stabilisse per le Questure un criterio oggettivo e non discrezionale sulla durata del documento.

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