La crisi non sia un pretesto per abbassare la guardia sulla sicurezza nei luoghi di lavoro

“Prevenzione e partecipazione: la sicurezza sui luoghi di lavoro si costruisce e si garantisce mettendo in atto l’una e l’altra”. Cinzia Frascheri, responsabile nazionale Cisl del Dipartimento salute e sicurezza, sintetizza così i lavori del seminario di aggiornamento che ha visto impegnati oggi nell’Auditorium della Cisl bresciana un centinaio di Rls, i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza che vengono eletti dalle assemblee dei dipendenti all’interno di ogni azienda.

“Di questioni da approfondire ce n’erano diverse – spiega Adele De Prisco, responsabile dello “Sportello sicurezza” della Cisl di Brescia – in modo particolare le recenti novità legislative ed i relativi decreti attuativi in merito al rapporto sicurezza ed organizzazione del lavoro”.

Nello specifico si è toccato nel corso del seminario le questioni della sicurezza relative ai cosiddetti ambienti confinati (pozzi, cisterne, silos), al rischio stress lavoro correlato, al ruolo della rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza aziendale e territoriale.

La giornata di aggiornamento è stata anche l’occasione per presentare ai delegati il progetto per la valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute tra i lavoratori provenienti da altri Paesi, iniziativa di Regione Lombardia- Asl Brescia, realizzata in collaborazione le parti sociali, Associazione Industriale Bresciana e Cgil Cisl Uil.

“Come sempre abbiamo insistito sul fatto che norme e regolamenti non bastano da soli a rendere effettiva la sicurezza – ha commentato a fine giornata Cinzia Frascheri – C’è da fare un costante lavoro di informazione, di formazione e di convincimento che deve coinvolgere tutti i soggetti interessati, imprese e lavoratori. La crisi economica non può essere un freno, o peggio, un pretesto per allentare o rimandare l’impegno sul versante della sicurezza. Siamo convinti che anche su questa componente del lavoro l’effettivo salto di qualità sta nell’affermazione di una logica di partecipazione e di concertazione che dia modo ai lavoratori di vivere anche la sicurezza non come somma di disposizioni da osservare ma come criterio di impostazione generale della qualità e delle condizioni di lavoro”.

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