La sicurezza sul lavoro in agricoltura. “Agorà” (Rai Tre) a Brescia

Ieri pomeriggio una troupe giornalistica della trasmissione del mattino di Rai Tre “Agorà”, ha registrato ad Orzivecchi, nella Bassa bresciana, davanti all’azienda agricola dov’è avvenuto l’ultimo tragico incidente mortale, immagini e interviste dedicate ad approfondire il tema della sicurezza sul lavoro in agricoltura.

Che si tratti di un settore, quello agricolo, drammaticamente al centro della questione sicurezza, lo ha confermato l’ennesima notizia di un infortunio avvenuto proprio ieri mattina in una cascina di Lograto, a pochi chilometri da Orzivecchi, dove un uomo di 57 anni è rimasto schiacciato da un trattore; soccorso dall’eliambulanza e ora è ricoverato all’ospedale Civile di Brescia in gravi condizioni.

Perché tanti incidenti sul lavoro in agricoltura? Si fa abbastanza per la prevenzione?

A rispondere alle domande dell’inviato di Rai Tre (il servizio andrà in onda lunedì 28 novembre attorno alle ore 9) c’era anche Daniele Cavalleri, Segretario generale della Fai Cisl di Brescia, che ha messo l’accento sia sulla inaccettabile contabilità dei morti sul lavoro, in agricoltura come in qualsiasi altro settore, che sui drammi che accompagnano l’esistenza di chi a causa di un infortunio grave è costretto a vivere su una carrozzina o a dipendere completamente dall’assistenza della propria famiglia.

Cavalleri ha anche sottolineato che in agricoltura il numero dei lavoratori stranieri è molto alto e che la prevenzione va calibrata sui loro livelli di comprensione della lingua; bisogna anche vigilare che non si verificano situazioni in cui la concorrenza sul costo della manodopera di lavoratori stranieri venga fatta sacrificando la sicurezza.

Emblematico il caso di quanto avvenuto in Franciacorta in occasione della recente vendemmia, con una “invasione” di lavoratori dell’Est europeo organizzati da sedicenti cooperative con sede in Romania che nella totale indifferenza del Consorzio di tutela del Franciacorta hanno ottenuto contratti con aziende vitivinicole proponendo paghe orarie al di sotto dei minimi contrattuali. Come hanno potuto farlo? Ovviamente sfruttando il bisogno di lavoro di persone in difficoltà – ed anche per questo il silenzio del Consorzio è ancora più desolante – e poi risparmiando sulla formazione alla sicurezza, e sulle norme sanitarie.

Per il Segretario della Fai Cisl di Brescia, comunque, non si fa prevenzione una volta per sempre, ma bisogna che la prevenzione diventi un percorso vincolante e sistematico che accompagna il lavoratore in agricoltura sempre, anche quando si ritiene che l’esperienza possa da sola bastare ad evitare rischi e incidenti.

Cavalleri ha insistito anche su altri rischi per la salute dei lavoratori, quelli che derivano dalla manipolazione dei prodotti chimici di cui l’agricoltura fa ormai larghissimo impiego, delineando un quadro ben più complesso del problema salute e sicurezza per tutto il comparto agricolo e agroalimentare.

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