Gruppo Fiat: contratti come Pomigliano. Fim: niente automatismi, a cominciare da Iveco

Dal primo gennaio 2012 tutti gli accordi sindacali finora in vigore negli stabilimenti Fiat, compreso dunque lo stabilimento Iveco di Brescia, non saranno più validi. Dando notizia della disdetta dei contratti, Fiat ha comunicato l’avvio del confronto con le organizzazioni sindacali per definire un nuovo contratto di settore per i 72.000 lavoratori del gruppo industriale, contratto che per l’azienda torinese dovrà ricalcare quelli già sottoscritti per il rilancio degli stabilimenti di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco.

UNA DECISIONE ANNUNCIATA DA TEMPO
Dopo l’uscita di Fiat da Confindustria, l’annuncio della disdetta dei contratti era solo questione di tempo. “Non è una decisione che ci piace – ha dichiarato Giuseppe Farina, leader della Fim Cisl nazionale –Ne prendiamo atto. Adesso si pone il problema di creare un contratto unico che uniformi i trattamenti per tutti i dipendenti del gruppo”.

NESSUN AUTOMATISMO
Fim Cisl chiarisce da subito che non c’è e non ci sarà alcun automatismo nell’estensione del contratto di Pomigliano, anche se è chiaro che alla base del confronto con l’azienda ci saranno i contenuti degli accordi già fatti: maggiore disponibilità a straordinari e turnistiche, riduzione dell’assenteismo e l’esigibilità degli accordi sindacali. “Sono obiettivi che ci verranno ovviamente riproposti ma che potranno trovare adattabilità diverse visto che interesseranno anche i lavoratori di Fiat Industrial”.

COSA SUCCEDERA’ ALL’IVECO DI BRESCIA
L’Iveco di Brescia è la più grande fabbrica metalmeccanica della Lombardia. L’organico è composto da 2.600 addetti, suddivisi tra 2.322 operai, 273 impiegati e 5 dirigenti.
“Non penso che il modello di Pomigliano si possa estendere in automatico a tutti gli stabilimenti – ha detto Laura Valgiovio, Segretario generale della Fim Cisl di Brescia – E noi lo vogliamo rivedere in base alle specifiche esigenze dell’Iveco. Di certo non lasceremo i lavoratori senza contratto. Per questo chiediamo che venga subito aperta la trattativa”.

LE DIFFICOLTA’ PRODUTTIVE DELLO STABILIMENTO BRESCIANO
Dallo scorso giugno all’Iveco di Brescia si stanno applicando in alternativa alla cassa integrazione i contratti di solidarietà, ed è la prima volta che avviene in uno stabilimento Fiat. “La situazione – aggiunge la sindacalista della Fim Cisl – non sta purtroppo migliorando. Le difficoltà produttive sono evidenti ed è necessario monitorarle con grande attenzione e cautela. Anche questo è un elemento di specificità che dovrà essere tenuto in conto nella discussione del nuovo contratto”.

UN’OPPORTUNITA’ ANCHE PER LA FIOM
“Credo che si possa fare un contratto positivo, con incrementi salariali, probabilmente perfino migliore di quello dei metalmeccanici” conclude Giuseppe Farina, leader della Fim Cisl nazionale.
Resta sul tavolo l’opposizione della Fiom Cgil, che non solo non ha firmato i contratti di Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco nonostante il voto favorevole alle nuove intese da parte dei lavoratori, ma che ha già annunciato nuove azioni legali. Per il leader della Fim Cisl è stupefacente “l’ostinazione della Fiom a non prendere atto che le sue battaglie sono state perdute sia sui tavoli sindacali sia nelle aule dei tribunali. La necessita di discutere un nuovo contratto è per Fiom un’opportunità per rimettersi in gioco. Spero che la colga, perché diversamente si autocondanna a stare fuori dal sistema della rappresentanza sindacale”.

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