Protesta nazionale degli allevatori

“Da oltre un anno si assiste ad una situazione di totale incertezza circa il finanziamento che Regioni e Ministero devono alle attività svolte dalle Associazioni Allevatori”, una situazione che mette a rischio la sicurezza alimentare garantita dall’azione di controllo e di verifica delle Associazioni Allevatori sul territorio, e che crea forte preoccupazione per il futuro di centinaia di posti di lavoro. “Così non si può continuare – affermano Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Confederdia – ed è contro questo stato di cose che abbiamo deciso di tenere una manifestazione nazionale il 28 novembre a Roma con presidi davanti la sede della Conferenza delle Regioni e davanti al Ministero dell’agricoltura”.

IL DRASTICO TAGLIO DECISO A GENNAIO 2011
“Il Ministero delle politiche agricole e forestali – spiegano in una nota congiunta le organizzazioni sindacali – aveva operato ad inizio anno un drastico taglio alle risorse e solo con la mobilitazione dei lavoratori del settore Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil e Confederdia sono riuscite, con un accordo firmato a maggio, ad ottenere un impegno finanziario per 25 milioni di euro per il 2011”; per il 2012 però non c’è ancora alcun impegno al rifinanziamento

IL VOLTAFACCIA DELLE REGIONI
Le Regioni non si sono assunte le proprie responsabilità e hanno scaricato sul sistema tutto il peso della diminuzione delle risorse a loro disposizione, decidendo di non voler più avere alcun obbligo al cofinanziamento. Chiediamo che la Conferenza delle Regioni si assuma la responsabilità di cofinanziare il sistema”.

A RISCHIO CENTINAIA DI POSTI DI LAVORO….
“La zootecnia, vanto del nostro paese, è messa seriamente a rischio. Centinaia di lavoratori, altamente professionalizzati, rischiano di essere espulsi dal settore con la conseguente perdita di conoscenze e competenze riconosciute a livello internazionale”.

….MA SOPRATTUTTO LA SICUREZZA ALIMENTARE
“A rischio sono anche gli standard di qualità e sicurezza alimentare. L’Italia, che, fino ad oggi, ha beneficiato di un sistema di eccellenza basato su controlli volti a garantire la qualità della carne che mangiamo e del latte che consumiamo, vede il pericolo concreto di un gigantesco passo indietro”.

OCCORRE UN’ASSUNZIONE DI RESPONSABILITA’
“Non si può aspettare ulteriormente – conclude la nota – è necessaria un’assunzione di responsabilità da parte del Ministero delle politiche agricole e forestali e della Conferenza delle Regioni per giungere a quelle risposte e provvedimenti che il settore aspetta ormai da troppo tempo”.

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