Cisl Scuola: voltare pagina. Serve una nuova politica per un settore davvero strategico
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Cisl Scuola: voltare pagina. Serve una nuova politica per un settore davvero strategico

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Pubblicato il 19 Novembre 2011

“La valorizzazione della scuola passa attraverso la capacità di migliorare proposte e strutture, nonostante la crisi”. Comincia così, sulla prima delle pagine dello Speciale Scuole pubblicato questa mattina dal quotidiano Bresciaoggi, il pezzo che il giornale di via Eritrea dedica al punto di vista del sindacato.

LA VALUTAZIONE DELLA CISL SCUOLA
Spiega Enrico Franceschini, Segretario della Cisl Scuola di Brescia: «L´anno scolastico in corso è contrassegnato da vecchie e nuove problematiche, alcune ormai croniche, aggravate da scelte miopi sul piano politico: scelte gravi per un settore strategico quale quello della scuola e formazione considerato universalmente come fondamentale per il futuro delle persone e del paese. La responsabilità di assicurare un servizio di qualità e capace di rispondere alle mutate necessità formative viene oggi scaricata unicamente sul personale scolastico che opera con professionalità e abnegazione e per questo andrebbe valorizzato e premiato.

BASTA PENALIZZAZIONI PER IL PERSONALE DELLA SCUOLA
Invece accade il contrario: ogni manovra economica implica pesanti penalizzazioni, che sembrano punizioni, per il personale della scuola. Si veda ad esempio lo slittamento di due anni del pagamento del TFS o TFR e di un anno del pensionamento pur avendone maturato i requisiti. Il blocco del contratto nazionale, per di più, sta incidendo pesantemente sul potere d´acquisto degli stipendi con un conseguente progressivo impoverimento delle persone e delle famiglie.

PER NON PASSARE DAL DISAGIO ALLA RASSEGNAZIONE
Come nel paese, così anche nella scuola è cresciuto lo stato di disagio, di malcontento, di delusione e di protesta.
La Cisl e la Cisl Scuola sentono la responsabilità di farsi interpreti e dar voce a questi sentimenti per evitare che dall’inquietudine si passi ad una protesta fine a se stessa o si cada nella rassegnazione.
Per la Cisl Scuola questo significa affrontare i problemi cercando soluzioni realisticamente praticabili senza attendere ipotetici tempi migliori, perché è qui ed ora, in questo contesto che si devono trovare soluzioni a tutela degli interessi legittimi di chi rappresentiamo badando nel contempo alla salvaguardia del bene comune.
Abbiamo seguito questa linea in tutti questi mesi passati, coerenti con la nostra storia e identità. Con la piena coscienza dell’indispensabilità dell’autonomia sindacale, abbiamo affrontato le questioni, ci siamo misurati, confrontati, scontrati con interlocutori politici, che non ci siamo scelti, sempre meno credibili e sempre più riluttanti a valorizzare il ruolo delle forze sociali.

AZIONI E RISULTATI
La nostra azione ha permesso di recuperare gli scatti di anzianità, ingiustamente congelati; di salvaguardare il salario accessorio; di riaprire spazi di contrattazione inopinatamente chiusi; di ottenere, in questa fase difficile, un piano triennale di assunzioni che ha portato, già da questo anno scolastico, a stabilizzare 67000 precari su tutti i posti vacanti e disponibili.

LA SCUOLA SIA UNA PRIORITA’ PER IL NUOVO GOVERNO
Il cambiamento dello scenario politico di questi giorni non muta l´agenda dei problemi e delle questioni da affrontare per evitare il fallimento della “azienda” Italiana le cui conseguenze sarebbero disastrose in primis per i dipendenti pubblici. Il nostro auspicio che i termini “rigore” ed “equità” non restino enunciazioni di principio, ma si traducano in coerenti decisioni politiche.
Nell’esercitare responsabilmente il nostro essere sindacato, chiediamo di voltare finalmente pagina: serve una nuova politica e una nuova politica scolastica; serve un nuovo patto fra tutti i soggetti a vario titolo coinvolti e interessati che rilanci il nostro settore, ponendolo al centro dell’attenzione quale bene comune di tutti e per tutti.

COESIONE MORALE
Abbiamo bisogno, nel quadro di una rinnovata coesione morale, sociale e civile, di ricostruire la dovuta fiducia nella scuola e nei suoi operatori. Siamo consapevoli dei nuovi problemi che si pongono e li affronteremo con tutti gli strumenti disponibili e con la responsabilità di chi sa di dover dare risposte e raggiungere risultati».