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La lunga crisi dei settori tessile, chimica, energia e della gomma-plastica
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La lunga crisi dei settori tessile, chimica, energia e della gomma-plastica

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Pubblicato il 18 Novembre 2011

Sono oltre 3.400 i lavoratori delle aziende tessili, chimiche, della gomma-plastica e dell’energia, che nel giro di un paio d’anni potrebbero perdere il posto di lavoro. Un allarme preoccupato che emerge dal Rapporto congiunturale sulle imprese in crisi condotto dalla Femca Cisl Lombardia.

Il documento è stato presentato questa mattina nel corso dell’assemblea che ha riunito a Milano cinquecento delegati sindacali. Nonostante nel terzo trimestre 2011 si registri complessivamente un calo del 30% nelle ore di cassa integrazione autorizzate, la crisi continua a colpire il sistema moda lombardo. La morsa della crisi non si allenta nemmeno nei settori della chimica, gomma-plastica ed energia, dove le ore di cassa integrazione autorizzate aumentano complessivamente del 4,5%.

E i dati di ottobre e novembre evidenziano purtroppo un aumento delle crisi aziendali, anche in settori scarsamente interessati nei mesi scorsi. “Le delocalizzazioni, la mancanza di finanziamenti, la scarsa propensione imprenditoriale – ha speigato Aldo Isella, Segretario generale della Femca Cisl regionale – sono il segnale esplicito del perdurare della difficile congiuntura”.

Una situazione che secondo il segretario generale della Cisl lombarda, Gigi Petteni, richiede un salto di qualità sul fronte delle politiche attive. “Stiamo proseguendo il confronto con la Regione sul rinnovo degli ammortizzatori sociali per il 2012 – ha detto Petteni – e auspichiamo che sia un accordo ricco di contenuti anche sul versante della mobilità da un posto di lavoro a un altro: dopo tre anni di crisi vogliamo forme di ammortizzatori che prevedano un maggiore investimento sulla ricollocazione dei lavoratori”. Il leader della Cisl lombarda ha inoltre ribadito la necessità di innovare il sistema degli ammortizzatori sociali. “Mi auguro che a livello nazionale – ha concluso – il meglio delle esperienze messe in campo in questi anni si traduca nella riforma degli ammortizzatori che sollecitiamo da tempo”.