Il 9 novembre sciopero nazionale nel gruppo Ideal Standard

Tutti i lavoratori del gruppo Ideal Standard incroceranno le braccia mercoledì 9 novembre in occasione della giornata di sciopero indetta dai sindacati di categoria Femca Cisl, Filtcem Cgil, Uilcem Uil e dal coordinamento nazionale del Gruppo. L’iniziativa di mobilitazione – la prima sottolineano i sindacati – si è resa necessaria a causa della grave situazione in cui versa l’azienda e in particolare gli stabilimenti di Orcenico (Pordenone), Trichiana (Belluno), Roccasecca (Frosinone) e la Piattaforma logistica di Bassano Bresciano (Brescia)

A distanza di due anni dall’accordo siglato al ministero dello Sviluppo Economico, che conteneva un piano di investimenti per incrementare performance e volumi produttivi, oltre ad una strategia commerciale mirata a recuperare quote di mercato e alla creazione di un nuovo polo logistico, nulla è stato fatto. “Dobbiamo evidenziare – sottolinea il segretario nazionale Femca Cisl Angelo Colombini – che quel piano è stato fortemente disatteso dal management e che gli impegni assunti allora non hanno trovato applicazione pratica”.

Secondo quanto sostiene il coordinamento nazionale del gruppo, la strategia messa in campo dall’azienda è risultata inefficace. In particolare, la scelta di spostare alcuni prodotti di alta gamma
sulla grande distribuzione, senza una politica di valorizzazione dei marchi aziendali, oltre ad un ritorno negativo di immagine, rischia la compressione dei prezzi di vendita causando forti problematiche alla rete tradizionale di distribuzione. Lavoratori e sindacati inoltre fiutano odore di bruciato anche rispetto alla scelta industriale di produrre in conto terzi in stabilimenti non appartenenti al Gruppo insediati in Turchia con basse garanzie di qualità sul servizio e sul prodotto.

Non vorremmo – continua Colombini – che prendesse forma una linea strategica che ritenga più proficuo commercializzare piuttosto che produrre nel nostro Paese”.
Anche dal punto di vista dei volumi produttivi la situazione è allarmante. La stima di 1,4 milioni di pezzi è lontana dalla soglia dei 2 milioni di pezzi previsti dal piano. Un calo che i lavoratori addossano non soltanto alla crisi generalizzata, ma anche a scelte strategiche commerciali poco oculate. L’indagine di Confindustria Ceramica, infatti, afferma che nonostante il mercato della ceramica sanitaria sia rimasto pressoché costante, la quota Ideal Standard nel 2010 ha subito un drastico ridimensionamento.

Anche sul fronte degli investimenti industriali, l’azienda è fortemente in ritardo rispetto a quanto convenuto due anni fa. “Gli impegni assunti sulla creazione della piattaforma logistica di Bassano Bresciano sono ad un punto morto – insiste Colombini – e purtroppo dobbiamo registrare un progressivo disimpegno delle parti coinvolte nel progetto a cominciare da FS Logistica, la società delle Ferrovie dello Stato che si occupa di servizi di logistica ferroviaria per il sistema italiano delle merci”.

Tutto questo – scrivono sindacati e coordinamento in una nota – rischia di rendere inutili i pesanti sacrifici che i lavoratori di tutto il gruppo Ideal Standard hanno sopportato in questi anni nell’ottica di salvaguardare l’occupazione ma anche in nome di un’azienda leader nel settore di cui l’Italia non può assolutamente privarsi. Il 31 dicembre scade infatti il termine dei contratti di solidarietà. “Incontreremo i vertici aziendali l’11 novembre, dopo la giornata di sciopero, per valutare la situazione – conclude Colombini -. Successivamente apriremo un confronto anche con il ministero dello Sviluppo e chiederemo un nuovo piano industriale capace di rilanciare l’intero Gruppo”.
(conquistedellavoro.it)

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