Green Hill: polemiche pretestuose sul comunicato stampa della Fai Cisl

Polemiche pretestuose sulla presa di posizione della Fai Cisl in relazione alla vicenda dell’allevamento Green Hill di Montichiari. “Vergognatevi!”. “Non avrei mai pensato che la Cisl, che difende i più deboli, potesse arrivare a tanto”. “Cosa volete che siano 20 posti di lavoro: Green Hill deve chiudere”. Questo il tono della protesta che viaggia sulla rete, che parte però da una interpretazione del tutto arbitraria del comunicato della Fai Cisl.

UN BREVE RIEPILOGO
Da tempo è in atto una battaglia per la chiusura di un allevamento di cani di razza Beagle che ha sede a Montichiari. Si chiama Green Hill ed è di proprietà di una multinazionale americana che vende gli animali a centri di ricerca farmaceutica e cosmetica. A Montichiari la sola attività è quella dell’allevamento.

CRESCE LA PREOCCUPAZIONE TRA I LAVORATORI
Con il montare della protesta, alla quale i media, locali e non, danno ampio risalto, cresce anche la preoccupazione dei 20 lavoratori della struttura – a cui è demandata esclusivamente la gestione dell’allevamento dal punto di vista dell’alimentazione e della pulizia della struttura – che si rivolgono alla Fai Cisl; i lavoratori sono assunti infatti con il contratto agricolo.

L’INTERVENTO DEL MINISTRO
La scorsa settimana il Ministro del Turismo Michela Brambilla presenta un esposto a Procura, Carabinieri e Asl chiedendo la chiusura di Green Hill perché danneggia l’immagine turistica dell’Italia.

LA PRESA DI POSIZIONE DELLA FAI CISL DI BRESCIA
IL Segretario generale della Fai Cisl Daniele Cavalleri interviene con un comunicato per chiedere al Ministro di usare uguale sollecitudine anche verso i lavoratori che vedono in pericolo il loro posto di lavoro, anche perché il contratto agricolo non prevede la cassa integrazione.

LE PROTESTE
Tanto è bastato per muovere l’indignazione di alcuni tra i sostenitori della battaglia contro Green Hill che accusano la Cisl di insensibilità, di stare dalla parte dei “torturatori”, di avere attaccato ingiustamente il Ministro Brambilla e di molto altro ancora.

LA POSIZIONE DELLA CISL BRESCIANA
Il problema, però, è che le proteste partono da una interpretazione del tutto arbitraria del comunicato della Fai Cisl. “A tutti coloro che hanno manifestato dissenso – spiega la Segreteria della Cisl bresciana – abbiamo detto semplicemente tre cose: 1) la Cisl è un sindacato e si occupa di lavoro e di lavoratori; 2) un problema complesso come quello di Green Hill va affrontato nella sua interezza, per cui al Ministro che ne chiede la chiusura la Cisl fa presente che dovrebbe anche mettere in conto un’azione per favorire la rioccupazione dei 20 lavoratori di Montichiari; 3) la Cisl è contro la vivisezione. Detto tutto ciò, è inaccettabile che in questa polemica si perda di vista la gerarchia delle priorità, in testa alla quale, per la Cisl, c’è la persona umana. Per cui ribadiamo: si chiuda l’allevamento al centro delle polemiche, ma facendosi carico – senza assurde provocazioni e senza sottovalutare il problema – delle preoccupazioni dei lavoratori”.

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