Torri (Cisl): sui licenziamenti il Governo ha fatto una proposta irresponsabile

Il nodo dell’occupazione. Con questo titolo generale i Giornale di Brescia pubblica nell’edizione di oggi una pagina sugli effetti della possibilità di licenziare per motivi economici annunciata dal Governo nella ormai famosa lettera al Consiglio europeo. L’ufficio studi della Camera di Commercio di Mestre ha provato ad applicare teoricamente le norme a questi ultimi anni di crisi. Risultato: in Italia ci sarebbero quasi 750.000 disoccupati in più di quelli che ci sono oggi e il tasso percentuale dei senza lavoro non sarebbe al 8,2% di oggi ma al 11,1%.
Il Giornale di Brescia (l’intervista è di Carlo Muzzi) ha chiesto un commento e una valutazione della situazione al Segretario generale della Cisl di Brescia Enzo Torri.

 

GIORNALE DI BRESCIA – Domenica 30 ottobre 2011

“Questa posizione del Governo mi sembra sinceramente fuori luogo e fuori tempo. Anzi è da irresponsabili creare questo allarmismo nel Paese in un momento così difficile”. Enzo Torri segretario provinciale della Cisl interviene nel dibattito sulle norme che il Governo vorrebbe introdurre per rendere più «morbidi» i licenziamenti per quelle aziende che sono in crisi.

Torri può illustrare le ragioni della sua contrarietà a questa ipotesi?
Guardi rischia di essere un vero e proprio buco nell’acqua. Sono tre anni che ci sono lavoratori in Cassa integrazione, una misura sostenuta dagli ammortizzatori sociali. Ipotizzare una misura che a questo punto preveda il licenziamento è da irresponsabili. Peraltro le aziende che sono in crisi o che hanno problemi economici hanno già tutta una serie di strumenti per affrontare il problema: la Cig e la mobilità innanzitutto. E poi la continua riproposizione di uno scontro tra giovani e vecchi fa male al Paese.

Cosa intende con scontro tra giovani e vecchi?
Si vuol far passere l’idea secondo cui se viene licenziato un lavoratore anziano automaticamente i giovani hanno garantito un posto di lavoro. Non è vero perché innanzitutto si toglie un posto di lavoro e non vi è mai garanzia che venga assunto un giovane. A molte aziende fa comodo che i giovani siano assunti a tempo determinato e che vengano pagati meno. Invece così si rischia di far saltare la pace sociale insinuando nei giovani che la difficoltà nel trovare lavoro sia provocata dall’egoismo dei vecchi. Siamo tutti d’accordo nell’affermare che il problema del mercato del lavoro vada affrontato, ma non in questo modo.

E come si può affrontare il problema?
Tenendo conto di come l’economia globale è cambiata negli ultimi quindici anni, ma anche facendo una vera riforma. Non si può pensare di paragonare l’Italia ad altri Paesi nei quali se un lavoratore perde il lavoro allora scattano oltre al sostegno economico anche corsi di riqualificazione professionale. Nel nostro Paese non è così, quindi bisognerebbe partire da lì, da una riforma in questo senso, perché qui da noi chi perde il lavoro rischia di essere lasciato solo. Quindi la Cisl è fermamente contraria a questa misura annunciata dal Governo e se non sarà condivisa con le parti sociali e non discussa, allora scenderemo in piazza. Spero comunque che l’Esecutivo faccia un passo indietro perché la vita delle persone è troppo importante per essere trattata così

E sul problema dell’occupazione giovanile cosa propone?
Che i contratti a tempo determinato abbiano lo stesso costo dell’indeterminato, in modo da tutelare i giovani e da poter operare una scrematura per quelle situazioni in cui c’è chi approfitta delle precarietà e quelle aziende che invece sono davvero in difficoltà.

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