Sindacati dal Prefetto per i permessi di soggiorno ancora senza risposta

Circa 8000 pratiche per il rilascio del permesso di soggiorno devono ancora essere vagliate dallo Sportello unico per l’immigrazione della Prefettura. Lo ha comunicato oggi il Prefetto ricevendo in Broletto i Segretari generali di Cgil Cisl e Uil che avevano chiesto l’incontro per poter avere un quadro aggiornato della situazione e dei problemi nella gestione delle pratiche. Tra quelle ancora da esaminare,  550 sono legate alla regolarizzazione di colf e badanti presentate nel settembre 2009. Alcune migliaia si riferiscono alla richiesta di ricongiungimento famigliare; per i flussi dei lavoratori non stagionali del 2008 le domande di permesso che non hanno ancora avuto risposta sono 4.200, quelle per i flussi 2010 sono 2.500 e quelle riguardanti i lavoratori stagionali del 2010 sono circa 600. Infine, gli aspiranti lavoratori stagionali del decreto 2011 che attendono la valutazione della propria domanda sono circa 700.
La sommatoria non corrisponde necessariamente al numero delle persone richiedenti – hanno spiegato gli uffici della Prefettura – perché potrebbero esserci doppioni, o perché ci sono pratiche di immigrati che nel frattempo se ne sono andati e datori di lavoro che, dopo tanto tempo, non hanno più bisogno di assumere persone per il lavoro stagionale.
«Dal 20 ottobre la responsabilità dello Sportello Unico per l’immigrazione è passata dall’Ufficio provinciale del Lavoro alla Prefettura – ha detto il Prefetto ai Segretari di Cgil Cisle eUil – con una riorganizzazione che ha avuto nostro malgrado qualche mese di stallo. È nostra intenzione, proprio per essere più rapidi possibili, chiedere un aiuto temporaneo di personale a Comune, Provincia e Camera di commercio, perché riteniamo che, con uno sforzo congiunto, si possa superare questa fase».
“Abbiamo preso atto delle parole del Prefetto – ha commentato il Segretario della Cisl Enzo Torri al termine dell’incontro – ribadendo che Cgil Cisl e Uil continueranno a seguire da vicino lo sviluppo e i tempi dell’operatività dello Sportello perché non è giusto e non è accettabile che immigrati, datori di lavoro e famiglie debbano aspettare così tanto tempo per avere delle risposte”.

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