Oggi in Aib incontro sull’Oto Melara. Finmeccanica scrive ai lavoratori
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Oggi in Aib incontro sull’Oto Melara. Finmeccanica scrive ai lavoratori

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Pubblicato il 26 Ottobre 2011

E’ in programma oggi nella sede dell’Associazione Industriale Bresciana un nuovo incontro tra i rappresentanti dello stabilimento bresciano della Oto Melara e i rappresentanti dei lavoratori. Venerdì mattina il Sindaco, accogliendo la richiesta fatta dai sindacati, metterà a disposizione delle parti un tavolo istituzionale di mediazione. Il 31 ottobre la Commissione del Consiglio regionale Attività produttive ascolterà le organizzazioni sindacali per avere un quadro aggiornato della situazione. Un calendario fitto alla ricerca di una soluzione allo stallo della vertenza nella ex Breda. La novità delle ultime ore è una lettera che l’Amministratore delegato di Finmeccanica ha scritto ai lavoratori e alla quale il Giornale di Brescia dedica questa mattina ampio risalto.

“C’è un aut aut – scrive Guido Lombardi – dietro la lettera che l’amministratore delegato di Oto Melara, Carlo Alberto Iardella, ha scritto ai lavoratori dello stabilimento bresciano (la ex Breda). O i dipendenti approvano il nuovo piano presentato dall’azienda, oppure le conseguenze possono essere molto gravi, senza escludere l’addio a Brescia.

Il tono infatti è quello di un ultimatum. «Non posso più mettere a rischio – scrive Iardella – l’immagine di Oto Melara sul mercato: i clienti non distinguono tra i prodotti di Spezia (dove si trova l’altro sito dell’azienda, ndr) e quelli di Brescia». Secondo l’amministratore delegato, «è arrivato il momento delle decisioni: il vostro futuro – dice ai dipendenti – è ora più che mai nelle vostre mani: l’unica vera certezza da ricercare è quella dell’eccellenza e della competitività; noi la perseguiamo, aiutatemi ed aiutatevi a trovarla insieme al vostro futuro».

Iardella invita i lavoratori (sono circa 150) a parlare, discutere e decidere al più presto. «Se deciderete nel modo che auspico – aggiunge – vorrà dire che ci saremo finalmente chiariti e avremo spazzato via ogni diffidenza e sospetto». L’a.d., nella sua lunga missiva, ripercorre anche le recenti vicende sindacali che hanno coinvolto la ex Breda.

Nel 2008 era stato raggiunto un accordo (cui oggi il sindacato si appella), «ma in pochi anni il mondo è cambiato, rendendo impraticabile percorrere la strada tracciata».

Ecco quindi che l’azienda ha presentato un nuovo piano, che prevede: l’esternalizzazione, senza spostamento della sede di lavoro, della logistica di magazzino alla società Fata di Finmeccanica; l’uso della mobilità volontaria per far uscire 40 addetti e consentire l’assunzione di 10-20 giovani con le professionalità adeguate; la cessazione delle lavorazioni meccaniche non competitive, con il trasferimento del personale ai montaggi. Nessun licenziamento, nessuna persona in cassa integrazione, nessuna chiusura del sito bresciano. Queste le garanzie di Iardella, che aggiunge: «La società è disponibile a un incontro risolutivo, ma solo se saranno revocati gli scioperi e il blocco delle merci».

In serata un comunicato della Fim Cisl ribadisce, senza entrare nel merito della lettera dell’Amministratore delegato, la posizione del sindacato: “Alla direzione aziendale – si legge nella nota dei metalmeccanici Cisl – chiediamo che la disponibilità a trovare un’intesa si traduca in atti concreti, con la condivisione di un piano industriale che porti sviluppo alla realtà bresciana”.