L’allarme del Siulp: sicurezza a rischio. Basta spot, occorrono investimenti

Con la rielezione di Rosario Morelli a Segretario provinciale del Siulp si è concluso ieri pomeriggio il 7° Congresso territoriale del Sindacato unitario dei lavoratori della Polizia. A monopolizzare il dibattito il pericoloso ridimensionamento del sistema della sicurezza che fa perno sulla Polizia di Stato, messo gravemente a rischio dai tagli operati dal Governo: “Basta con gli spot! – ha detto Morelli – Se non si passa agli investimenti la crisi sarà irreversibile”.

Di seguito la cronaca dei lavori congressuali pubblicata questa mattina dal Giornale di Brescia.

Prima di tutto poliziotti. Con quest’incisiva espressione, Benedetto Madonia – segretario regionale del Siulp, Sindacato italiano unitario lavoratori della Polizia – ha sintetizzato lo spirito degli interventi al 7° Congresso provinciale, svoltosi ieri in città. Presenti «le autorità locali e provinciali di Pubblica sicurezza», il questore Carluccio, la Cisl con il segretario Enzo Torri, gli on. Beccalossi e Fiano, i segretari del Pd – provinciale e cittadino – Bisinella e De Martin. Il sindaco Paroli è intervenuto in mattinata.
Il Congresso è stato l’occasione per focalizzare la «reale situazione» della Polizia di Stato, a partire dalla capillare relazione del Segretario generale provinciale, Rosario Morelli, poi rieletto per un altro mandato. Partendo dai «limiti» della legge 121/1981 (Riforma della Polizia di Stato) – di cui ricorre appunto il trentennale – Morelli ha focalizzato le linee d’azione da seguire. «La 121 è baluardo da tutelare – ha affermato Morelli -, necessita però di un tagliando, come accaduto in Francia, dove Polizia di Stato e Gendarmeria sono state unificate».
«Le forze di Polizia svolgono ruoli di supplenza in molte attività – ha fatto eco il segretario nazionale Siulp Primo Sardi -. Occorre una rivisitazione complessiva in direzione di un modello sostenibile e compatibile con l’attuale scarsità di risorse: auspichiamo un processo di razionalizzazione. Oggi su uno stesso territorio troviamo più presidi di Forze dell’ordine». È necessario puntare al coordinamento, evitando duplicazioni.
In questo momento storico marcato dal fenomeno immigratorio, «vanno decentrate le competenze ai Comuni. In Germania un immigrato non ritira il permesso di soggiorno alla Polizia, ma in un ufficio amministrativo». La gestione dell’immigrazione e quella della sicurezza sono sotto la lente. «Registriamo, a causa dei tagli, un calo della qualità della sicurezza in città. Le munizioni, l’equipaggiamento, le pulizie delle caserme, gli straordinari, gli stipendi, la manutenzione delle auto, tutto ha subito tagli, e probabilmente anche la mensa della Questura verrà chiusa entro l’anno. Se non si passa da una sicurezza fatta a spot – dove c’è una ricerca quasi ossessiva di una identità -, ad una incentrata sugli investimenti, la crisi sarà irreversibile».
Forte la corrispondenza di intenti con la Cisl. «La Questura di Brescia tre anni fa era la prima a poter consegnare i permessi di soggiorno, oggi è l’ultima – ha detto Torri -. Qualcosa non sta funzionando e va recuperato».

Etichette: , , , , , ,