Oggi a Roma gli Stati generali del Pubblico Impiego. Dirigenti e delegati anche da Brescia
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Oggi a Roma gli Stati generali del Pubblico Impiego. Dirigenti e delegati anche da Brescia

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Pubblicato il 12 Ottobre 2011

La Cisl riunisce oggi a Roma gli Stati generali del Pubblico Impiego. «Scuola, università, ricerca, pubblica amministrazione, soccorso pubblico e sicurezza non vogliono pagare più nulla all`incapacità della politica di governare il Paese con serietà ed equità – si legge nella convocazione della manifestazione – Vogliamo dire basta al persistente accanimento sul lavoro pubblico di cui non viene riconosciuto in alcun modo il valore sociale». Una cinquantina sono i dirigenti bresciani, i delegati e gli operatori del comparto che hanno raggiunto la Capitale per questo importante appuntamento.

In una intervista al quotidiano L’Unità, Giovanni Faverin, Segretario generale della Cisl Fp, è entrato nel merito delle questioni al centro della protesta.

«Con la scusa dei tagli alla spesa, il governo sta tagliando in modo lineare una serie di servizi fondamentali, senza però avviare alcuna reale riorganizzazione del sistema pubblico». Basti pensare all`enorme crescita dei dirigenti nel comparto, «ormai uno ogni sette dipendenti, per effetto dello spoil system, che ad ogni cambio di potere ha aggiunto manager e moltiplicato palazzi, mentre le periferie hanno subito solo riduzioni».

Così i tagli sono arrivati sulla benzina per le autoambulanze, ai tecnici dell`Inail che devono controllare le condizioni di sicurezza sul lavoro, nelle caserme dei pompieri e nelle classi scolastiche. Non ai piani alti dei vari enti pubblici, non agli sprechi e alle inefficienze. «La politica ha solo occupato sedie e ingrassato la burocrazia» accusa ancora il Segretario della Cisl Funzione Pubblica. Né la manovra economica assicura equità e sostenibilità sociale, con efficaci misure di contrasto a evasione ed elusione fiscale.

La Cisl riunisce i suoi delegati «per avanzare una critica radicale nei confronti dell`Esecutivo, per mettere a punto iniziative e proposte di riorganizzazione che possano risanare il sistema senza penalizzare i dipendenti e i cittadini fruitori dei servizi, ed anche per discutere delle forme di protesta da organizzare» sottolinea Faverin.

«Noi siamo un sindacato responsabile, fin dal 2008 abbiamo capito che senza correzioni si sarebbe arrivati a tagli pesanti. Ma siamo un sindacato di lavoratori, il più grande nel pubblico impiego. E sappiamo che non si può consentire a chi governa di distruggere quanto costruito in decenni».