La Cisl per il Pubblico Impiego: faremo noi la rivoluzione che la politica non sa fare

Niente scioperi, ma una lunga stagione di protesta e proposta. La Cisl avvia la vertenza pubblico impiego con un obiettivo radicale: rivoluzionare un settore che la politica ha rinunciato a riformare.

L’alternativa, sottolinea il segretario generale della Cisl, è “subire e limitarsi a protestare”. Per un sindacato che non vuole raccontare la favola di una possibile difesa dello status quo, la strada è obbligata.

Bisogna indirizzare il cambiamento. Gli Stati generali del pubblico impiego sono stati convocati, dunque, “per dire quali sono le priorità del Paese in questo settore, ma anche per affermare che con un diverso assetto della pubblica amministrazione si potrebbero risparmiare fino a 100 miliardi di euro”

Le risorse ci sono, ma bisogna andarsele a cercare. La battaglia è aperta agli altri sindacati, anche alla Cgil, ricorda Bonanni. “Ma chi vuole combattere con noi – specifica – deve condividere la convinzione che le pubbliche amministrazioni abbiano bisogno di una seria strigliata, per individuare ed eliminare sprechi e inefficienze”.

Le proposte Cisl sono note. Le risorse vanno reperite da una ristrutturazione dell’impianto istituzionale e amministrativo. Senza “sceneggiate, come quella sull’abolizione delle Province, sulla cui sopravvivenza alla fine decideranno le Regioni”. “Finora – osserva il leader Cisl -, l’assetto pubblico è stato solo un abbeveratorio di Governo e ceto politico. Contro i lavoratori del settore è stata fatta una campagna demagogica per nascondere brutture, ladrocini, illegalità e ingerenze politiche”.

Bonanni torna a chiedere anche la vendita del patrimonio immobiliare pubblico e l’accelerazione sulla riforma fiscale. Ma la piattaforma Cisl non verrà contratta solo con il Governo. La contrattazione sarà avviata in ogni azienda pubblica, e si arriverà agli scioperi solo “qualora serviranno a sostenere le proposte”. Quanto al confronto con l’Esecutivo nazionale, il leader Cisl ribadisce la necessità di “un Governo di larghe intese, di realtà politiche anche contrapposte ma unite su quattro, cinque punti fondamentali e con il desiderio di servire il Paese”. A partire, appunto, da una riforma fiscale incentrata sulla lotta all’evasione. Di condono, il segretario della Cisl non vuole neanche sentire parlare. “È un invito – afferma – a continuare l’evasione fiscale, che è la più alta d’Europa. Il Governo si decida, invece, a fare la patrimoniale e ad avere una legge nuova sul fisco che aiuti lavoratori e pensionati”. E proprio nel chiedere un Governo serio, pronto a fare il suo dovere, Bonanni ribadisce il ruolo del sindacato riformista e responsabile: “Se venisse a mancare, in questo deserto di responsabilità, anche la nostra forza responsabile, a perdere sarebbe l’Italia migliore e a vincere i populismi e i qualunquismi”.

La mediazione, dunque, come antidoto alle derive populistiche. E anche come strumento di riforma del pubblico impiego. La contrattazione a tutti i livelli sarà, quindi, il mezzo per individuare gli sprechi proprio a partire dal territorio. “Vogliamo stanare – avverte il segretario confederale, Gianni Baratta – quegli amministratori che fingono interesse per una Pa efficiente ma vanno in direzione opposta. Ci andremo a cercare i risparmi che andranno alla contrattazione integrativa. I soldi ci sono”. Via Po punta sulla contrattazione per “creare tanti tavoli quante sono le aziende pubbliche”. “Chiediamo meno demagogia e più fatti – aggiunge Baratta -. Vogliamo cambiare e lo faremo usando l’arma della contrattazione. Se non saremo ascoltati aumenteremo la nostra pressione. Oggi lo stato di agitazione, domani di più, molto di più”. (Ilaria Storti – conquistedellavoro.it)

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