Edilizia: non è più tollerabile il ritardo sui contratti integrativi provinciali

L’assemblea nazionale dei quadri e delegati dell’edilizia Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil riuniti al Centro Congressi Frentani di Roma, si è conclusa con il “mandato alle strutture territoriali di avviare le necessarie iniziative di mobilitazione con modalità che verranno decise in autonomia da ciascun territorio in rapporto alla situazione dei relativi tavoli di confronto.” In un ordine del giorno approvato dagli oltre 500 delegati degli edili Cgil, Cisl e Uil, giudicando “non più tollerabile lo stallo generalizzato che si registra nei tavoli territoriali per il rinnovo dei contratti integrativi provinciali.” “Superate abbondantemente – si legge – le scadenze previste dai Contratto collettivo nazionale di lavoro per le decorrenze dei contatti integrativi provinciali, nella maggioranza dei territori i tavoli negoziali sono ancora chiusi e, laddove il confronto si è avviato, i risultati sono insoddisfacenti”.
Dall’Assemblea poi il richiamo “a tutti i soggetti firmatari dei Contratti ad un atto formale e chiaro per la completa ed immediata agibilità politica di tutti i tavoli negoziali, in coerenza con le scelte fatte finora che guardano ad un settore che vuole uscire dalla crisi rinnovato, competitivo, trasparente e di qualità”. “La contrattazione di secondo livello, oltre ad essere una parte essenziale dello stesso Contratto collettivo nazionale di lavoro, rappresenta per l’edilizia un elemento imprescindibile per assicurare qualità e regolarità all’intero settore” prosegue il documento, ricordando che le importanti innovazioni introdotte contrattualmente “per rispondere, oltre che alla crisi, alle esigenze di qualificazione del settore, rischiano in questo modo di perdere efficacia e credibilità per tutti. La crisi del settore non può essere l’alibi per procedere nei tavoli territoriali con un atteggiamento dilatorio e di chiusura, che nei fatti impedisce lo svolgimento di corrette relazioni sindacali nei territori.” E proprio sul tema della crisi, il documento ricorda la convergenza realizzata tra le parti sociali con l’azione degli Stati Generali “sollecitando il Governo a dare risposte immediate e non più dilazionabili, risposte che non ci sono mai state e sono assenti anche nei recenti provvedimenti.” E’ dunque in gioco per i sindacati non solo la credibilità del governo ma anche la credibilità dell’ azione comune delle parti sociali “che è tanto maggiore quanto le parti sociali dimostrano affidabilità e coerenza ed anche per questo lo stallo dei tavoli per il rinnovo dei Contratti è ancor più inaccettabile e rischia di minare la stessa efficacia delle azioni comuni intraprese finora a livello nazionale e territoriale per contrastare la crisi.” (ildiariodellavoro.it)

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