Manovra economica: la Cisl riconferma la sua valutazione negativa

In un articolato documento diffuso in mattinata la Cisl, dopo il voto della Camera e la definitiva approvazione della manovra economica, “riconferma la sua valutazione negativa” . Coninuerà dunque “la mobilitazione della Cisl a livello nazionale e nei territori, nel settore del pubblico impiego, nelle aree di crisi per tutelare i lavoratori e i pensionati e per dare uno sbocco positivo a questa grave crisi del Paese, all’insegna della coesione sociale e del bene comune”.DOCUMENTO DELLA CISL DOPO LA DEFINITIVA APPROVAZIONE DELLA MANOVRA ECONOMICA

“Con il ricorso al voto di fiducia da parte del governo anche alla Camera, è stata definitivamente approvata la manovra finanziaria riconfermando i contenuti approvati al Senato la scorsa settimana.
La Cisl, pertanto, riconferma la sua valutazione negativa sotto il profilo dell’equità sociale:
– per la mancanza di misure adeguate nei confronti dei redditi più alti e la mancata tassazione dei patrimoni immobiliari e mobiliari;
– per la riduzione troppo blanda dei privilegi della politica e del costo degli assetti istituzionali;
– per le conseguenze della manovra sui redditi di lavoratori, in particolare nel settore pubblico, dei pensionati, delle famiglie a causa dell’aumento dell’Iva senza contemporanea riduzione delle aliquote fiscali e per i tagli lineari previsti nella legge sulle politiche sociali e fiscali;
– per le incertezze nel contrasto all’evasione e all’elusione fiscale, che ha visto alcune misure positive come la tassazione al 20% delle rendite finanziarie ma deve essere più forte negli strumenti e più efficace nei risultati.
In merito all’art.8, va ricordato che l’azione della Cisl lo ha notevolmente migliorato, eliminando il pericolo che sindacati di comodo potessero ridurre le tutele contrattuali dei lavoratori, garantendo la titolarità della contrattazione aziendale delle Organizzazioni Sindacali comparativamente più rappresentative e delle loro rappresentanze aziendali e la piena attuazione dell’accordo Interconfederale del 28 giugno anche sulla democrazia sindacale per l’approvazione degli accordi e la loro efficacia nei confronti di tutti i lavoratori anche rispetto ai ricorsi giudiziari.
Sul piano dell’attuazione per la Cisl è incoraggiante che il Parlamento nell’approvare l’art.8 abbia assunto l’impegno di verificarne gli effetti e se necessario di procedere ad una revisione degli aspetti problematici, d’intesa con le parti sociali.
In questo ambito la Cisl riconferma la sua indisponibilità a modificare l’art.18 dello Statuto dei Lavoratori e formula una precisa istanza a Cgil e Uil per un patto intersindacale vincolante su questo e sull’estensione dell’Accordo Interconfederale del 28 giugno a tutti i comparti.
Di fronte al permanere, anche dopo questa manovra, delle condizioni di incertezza sulle prospettive dei conti pubblici e al vistoso rallentamento nella crescita nel 2011 e nel 2012 è necessario realizzare immediatamente un Patto per l’equità sociale e lo sviluppo, proposto già nello scorso agosto da tutte le forze economiche e sociali, basato su una netta discontinuità rispetto all’attuale situazione politica di contrapposizione e su una nuova capacità di coesione politica ed istituzionale delle forze democratiche per l’esercizio di Governo che preveda:
– misure immediate per il rilancio dello sviluppo e il lavoro, a partire dalla realizzazione degli investimenti pubblici utilizzando tempestivamente tutte risorse disponibili per le infrastrutture, le reti energetiche, le aree meridionali, incentivando gli investimenti produttivi, nell’innovazione e nella ricerca, sostenendo il lavoro attraverso l’attuazione dell’apprendistato per l’occupazione giovanile, il credito d’imposta nel sud, le politiche attive per il reimpiego dei cassintegrati e disoccupati;
– la liberalizzazione nei servizi pubblici locali per favorire forti riaggregazione almeno su base regionale dei servizi e il rilancio degli investimenti
– riforme efficaci per ridurre i livelli istituzionali, superando le province e riaccorpando i comuni, contestualmente ad una forte riduzione dei costi della politica .
– l’avvio della riforma fiscale per ridurre il prelievo sui redditi di lavoratori,pensionati e famiglie, sul lavoro e gli investimenti, recuperando le risorse necessarie dalla tassazione dei redditi e dei patrimoni più alti e dall’evasione fiscale
– maggiore efficacia e qualità della spesa pubblica sociale per la salvaguardia dei diritti di cittadinanza (istruzione, sanità,previdenza,assistenza,trasporti), tagliando sprechi, privilegi, abusi ed inefficienze.
Per sostenere queste proposte e raggiungere questi obiettivi continuerà da parte della Cisl, anche dopo l’approvazione della manovra, la mobilitazione a livello nazionale e nei territori, nel settore del pubblico impiego, nelle aree di crisi per tutelare i lavoratori e i pensionati e per dare uno sbocco positivo a questa grave crisi del Paese, all’insegna della coesione sociale e del bene comune”.

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