La maggioranza riscrive la manovra
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La maggioranza riscrive la manovra

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Pubblicato il 29 Agosto 2011

Dopo molte ore di discussione il vertice di maggioranza tra Pdl e Lega si è concluso con una sostanziale riscrittura della manovra economica d’emergenza varata dal Governo alla vigilia di Ferragosto. Sostanzialmente spariscono sia il contributo di solidarietà inizialmente previsto per i redditi più alti, sia i tagli ai costi della politica. L’Iva resta invariata ma si toccano le pensioni.
La maggioranza annuncia il dimezzamento del numero dei parlamentari e l’eliminazione delle province, ma affida il provvedimento ad una legge costituzionale che avrà inevitabilmente tempi lunghissimi.

I piccoli Comuni continueranno ad avere sindaci, assessori e assemblee consiliari: il nuovo testo prevede però l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013, e il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri.

Verranno attribuiti agli enti territoriali maggiori poteri e responsabilità nel contrasto all’evasione fiscale con vincolo di destinazione agli stessi del ricavato delle conseguenti maggiori entrate.

Il contributo di solidarietà verrà sostituito con “nuove misure fiscali finalizzate a eliminare l’abuso di intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive” e con la riduzione delle misure di vantaggio fiscale alle società cooperative.

Il contributo di solidarietà resterà solamente a carico dei membri del parlamento.

Sul fronte previdenziale verrà mantenimento l’attuale regime già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione però dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione.