L’impegno del personale della scuola va oltre i tagli e le contraddizioni del Ministero
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L’impegno del personale della scuola va oltre i tagli e le contraddizioni del Ministero

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Pubblicato il 28 Agosto 2011

Scuola protagonista nell’informazione locale. A due settimane dall’inizio dell’anno scolastico l’attenzione è sull’assegnazione delle cattedre in cui è impegnato l’Ufficio scolastico provinciale (che in questo mese ha anche completato le pratiche di immissione in ruolo a Brescia di oltre 1500 tra docenti e personale ausiliario che fino a ieri ingrossavano le file del precariato della scuola), le preoccupazioni per i tagli del Governo a servizi essenziali come quello del sostegno (dopo quella del 18 agosto oggi c’è in proposito una nuova lettera al direttore), i riflessi della manovra economica d’emergenza sulla scuola per i provvedimenti annunciati sul pubblico impiego. Questa mattina il Giornale di Brescia pubblica un inserto speciale sulla scuola e sul nuovo anno scolastico; una pagina dello speciale è dedicata al sindacato con un’intervista ad Enrico Franceschini, Segretario generale della Cisl Scuola di Brescia, e un titolo che fa sintesi del ragionamento del sindacalista: “Lavoro senza sosta per la partenza di un altro anno scolastico difficile”.

Ecco il testo dell’articolo.

«Siamo alla vigilia della partenza del nuovo anno scolastico. Ai vecchi problemi si sono sommate nuove problematiche per ritardi e decisioni contraddittorie del ministero. Mentre a livello periferico, Brescia compresa, si sta lavorando con impegno e facendo i salti mortali per garantire l’inizio regolare dell’anno scolastico. Voglio sottolineare il buon lavoro che si sta facendo all’Ufficio scolastico provinciale».

Enrico Franceschini, segretario generale della Cisl Scuola bresciana non risparmia critiche alla condotta del Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. «Inizia un altro anno scolastico sul quale certamente peseranno gli ulteriori tagli di organico – osserva – . La qualità del servizio sarà comunque garantita grazie all’impegno del personale della scuola. Che peraltro è già stato colpito dal blocco contrattuale fino al 2015 e ora vede pendere sulla sua testa, in virtù dell’ultima manovra, l’eventualità dello slittamento del Tfr e messa in pericolo la tredicesima».

Oltre alle ricadute, del provvedimento che il Governo si appresta a varare – l’esame della manovra è iniziato in questi giorni in commissione Bilancio al Senato – la Cisl Scuola ricorda «altri nodi che si dovranno sciogliere».
A cominciare dai percorsi per la formazione dei nuovi docenti, con l’introduzione del «tirocinio formativo attivo». «C’è il decreto apposito ma mancano ancora gli atti operativi – dice il segretario – . Tutto ciò si inserisce nel panorama in mutamento del reclutamento del personale della scuola. Ricordo che le graduatorie dell’ultimo concorso ordinario sono per la maggior parte esaurite. Nel frattempo si prosegue con quelle a esaurimento».

La questione cruciale, ribadisce il sindacato, «è trovare nuove forme di reclutamento evitando di creare un precariato senza nessuna prospettiva». L’altro tema sul piatto è la progressione di carriera di chi lavora nella scuola. «Fino all’entrata in vigore del prossimo contratto il criterio sarà ancora quello dell’anzianità di servizio – osserva Franceschini – perciò la discussione riguarda quale tipologia di avanzamento introdurre».

La scuola certamente «vive una sua realtà specifica» ma «estranea al contesto in cui è inserita». «Come in altri settori – spiega il responsabile della Cisl Scuola – serpeggiano malumore e delusione. Il sindacato deve farsi interprete di questi sentimenti. E ciò significa saper affrontare i problemi che ci sono, individuare le priorità e trovare le soluzioni migliori, in un contesto di bene comune. Il riferimento è all’atteggiamento diverso tenuto dalle componenti delle parti sociali, a cominciare dai sindacati, sulle trattative riguardanti il mondo della scuola». «La Cisl Scuola – chiarisce Franceschini – ha affrontato i problemi cercando di portare a casa risultati concreti. Tradotto, significa la salvaguardia degli scatti di anzianità e del salario accessorio e un piano triennale di assunzioni sui posti vacanti».

Il piano triennale citato da Franceschini dovrebbe portare, se non ci saranno cambiamenti, a 150mila assunzioni sui posti vacanti in un triennio. «Dal 1 settembre ci saranno 67mila assunzioni tra docenti e personale Ata – rammenta Franceschini – . A Brescia, tra città e provincia, gli assunti saranno 1.500. È un risultato straordinario visto i tempi difficili in cui viviamo. Non si tratta di nuove assunzioni ma di stabilizzazione di personale precario».

la pagina dell’inserto con l’intervista ad Enrico Franceschini