La Mille Miglia, la macchina dei Vigili del Fuoco di Milano, polemiche e denunce

I rappresentanti sindacali di Cgil, Cisl, Uil e Usb dei Vigili del fuoco del Comando di Milano hanno inviato un esposto alla Procura di Milano per far luce sui soldi spesi in occasione della Mille Miglia 2011. Al via della prestigiosa corsa bresciana (come ha tenuto a sottolineare il sito ufficiale del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco) c’era infatti quest’anno anche una storica Alfa Romeo preparata nelle officine dei Vigili del fuoco di Milano. Ecco il testo della lettera che i sindacati hanno inviato al Ministro dell’economia Giulio Tremonti.

 «Egr. Ministro, (…) a maggio di quest’anno, su indicazione del Dipartimento centrale e per motivi che ancora non si comprendono, il comando di Milano è stato individuato per la preparazione di una vettura che avrebbe partecipato alla nota gara di auto storiche “Mille Miglia”. Il dirigente di Milano ing. Silvano Barberi, forse perché tenuto in gran considerazione dai nostri vertici, cioè il Capo Dip. Prefetto F.P. Tronca e il Capo del Corpo Ing. A. Pini, ha preso di petto il compito, spingendosi forse oltre alle direttive, prodigandosi per trasportare presso l’officina del comando la vettura in questione, prepararla tecnicamente ed esteticamente e garantendo uomini e mezzi di assistenza pre e post gara. Non solo, ci si è anche premurati di acquistare gadget di vario tipo (porta chiavi e porta cellulari) finalizzati alla promozione dell’iniziativa.
Ora, tutto ciò potrebbe avere senso se l’iniziativa fosse stata promossa da un privato o un team che si occupi di queste attività, considerando le semplici passioni sportive o un ritorno di immagine professionale specifico. Essendo il Comando dei Vigili del fuoco avulso da entrambe le tipologie, non si comprende quindi tutta questa frenesia nel parteciparvi, considerato appunto anche il dispendio economico finale.
C’è da dire che già nel 2010 erano state avanzate forti perplessità sull’opportunità a partecipare con una Isotta Fraschini del 1929 del comando di Milano, tant’è che furono chiesti chiarimenti all’amministrazione riguardo ai costi sostenuti, a cui però non seguì alcuna risposta.
Comprenderà che quest’anno, agli occhi dei lavoratori che dipendono da un Ministero con le note difficoltà economiche, il ripetersi dell’iniziativa sia sembrata una provocazione; aggravata dal fatto che nel frattempo si è scoperto che la vettura impiegata, non è nemmeno dei VVF, ma di una società privata!
In tempi non sospetti (primi di giugno 2011) in qualità di coordinamenti provinciali, abbiamo chiesto al dirigente Barberi alcune informazioni in merito all’evento, purtroppo non ci ha degnati di risposta. Quindi, in assenza di informazioni e chiarimenti da parte del comando, con i documenti e le notizie acquisite, nostro malgrado siamo stati costretti a rivolgerci alla Corte dei Conti ed alla Procura della Repubblica di Milano, affinchè le perplessità nostre e dei lavoratori che rappresentiamo trovino spiegazione.
Dobbiamo dire che, resa pubblica la vicenda, sono apparse singolari le risposte ai media del dirigente provinciale, in quanto sarebbe suo intendimento far chiarezza e far “emergere l’autenticità della vicenda” (ma perché allora non ha semplicemente risposto ai quesiti?) e che “quello dei Vigili del Fuoco è un Corpo noto per esser molto oculato nella gestione delle risorse”. Forse i lavoratori sì, i suoi dirigenti un po’ meno, se all’interno delle officine dei loro comandi entrano auto di colore blu con targhe civili, escono rosse con targhe VVF e vengono spacciate per proprietà del Corpo!
Menzionato il “caso” di questi giorni, vorremmo però evidenziare che questa propensione ad attività inerenti più all’immagine che alla sostanza è una consuetudine che si sta ramificando nel CNVVF, a danno delle necessità quotidiane dei Vigili del Fuoco e del servizio svolto a favore dei cittadini.
Infatti, premessa la situazione per nulla florida del Ministero e di conseguenza del Dipartimento da cui dipendiamo, di cui Lei senz’altro sarà a conoscenza, risulta ancora più incomprensibile l’incessante attività di sponsorizzazione dei vertici e di dirigenti provinciali di attività di ogni tipo (raduno nazionale VVF a Cortina D’Ampezzo, partecipazione alla Mille Miglia, assistenza Giro ciclistico d’Italia, ecc.), senza che vi sia alcun nesso logico con l’attività dei Vigili del Fuoco, e soprattutto con la realtà dei comandi che quotidianamente debbono dibattersi tra debiti e fatture, magari proprio con le officine che riparano i mezzi di soccorso.
Non parliamo poi dei vertici dell’amministrazione che forse per status-symbol utilizzano aerei (due) Piaggio 180 (in questo caso rossi e non blù) per i loro spostamenti, quando nel paese è in atto una forte polemica sui costi dello stato e gli elicotteri dei VVF, adibiti per soccorso, restano a terra per mancanza di fondi.
In conclusione ci rivolgiamo a Lei Ministro, chiedendo per quanto di competenza, di contribuire a ridare senso della misura ed equità nel Corpo Nazionale per il servizio che i Vigili del Fuoco svolgono quotidianamente sul territorio nazionale».
Cgil, Cisl, Uil, Usb Vigili Fuoco MILANO

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