Nella manovra bis del Governo interventi su contratti e lavoro

Nonostante la contrarietà di imprese e sindacati che avevano chiesto di lasciare le materie sindacali al confronto tra parti sociali, nelle misure urgenti varate dal Consiglio dei Ministri contro la crisi (una manovra bis da 45,5 miliardi di euro in due anni che si va aggiungere agli oltre 47 miliardi di quella approvata meno di un mese fa) sono presenti numerosi interventi sulle questioni del lavoro, a cominciare dalla validità erga omnes dei contratti aziendali e territoriali. Presentando i contenuti della manovra bis in tema di lavoro, il Ministro Sacconi ha tenuto a sottolineare che con le nuove norme “il cuore della contrattazione diventa l’azienda o il territorio”: contengono – ha detto – “il cuore dello Statuto dei lavori in quanto attribuiscono ai contratti aziendali o territoriali la capacità di regolare tutto ciò che attiene all’organizzazione del lavoro e della produzione anche in deroga ai contratti collettivi e alle disposizioni di legge quando non attengano ai diritti fondamentali nel lavoro che in quanto tali sono inderogabili e universali”. Il sostegno alla contrattazione collettiva di prossimità prevede anche l’incentivo di una imposta sostitutiva al 10% sulle componenti accessorie della retribuzione, come straordinari e premi di produzione. Le norme approvate dal Consiglio dei Ministri riguardano anche collocamento obbligatorio e regime delle compensazioni, ed i fondi interprofessionali per la formazione continua. Viene poi introdotto nel codice penale il reato di “intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro”, vale a dire il caporalato, punito anche con la reclusione da 5 a 8 anni. Ed una norma per “contrastare abusi e utilizzo distorto” dei tirocini formativi e di orientamento che non potranno durare più di sei mesi proroghe comprese, saranno limitati a neodiplomati e neolaureati entro un anno dal conseguimento del titolo di studio.
Le organizzazioni sindacali non hanno commentato a caldo le decisioni del Governo anche perché al momento la confusione sui testi (tra bozze, indiscrezioni, appunti e testo presentato alla stampa le contraddizioni sono numerose) regna sovrana: lo faranno sulla base del testo ufficiale che il Governo si è impegnato a rendere disponibile nella giornata di oggi.
Altre decisioni su cui il sindacato attende di poter studiare il testo della manovra sono il pagamento con due anni di ritardo dell’indennità di buonuscita (il Tfr) dei lavoratori pubblici, la soppressione della tredicesima mensilità per i dipendenti delle amministrazioni pubbliche che non rispettano gli obiettivi di riduzione della spesa, l’anticipo dal 2020 al 2015 del progressivo innalzamento a 65 anni (entro il 2027) dell’età pensionabile delle donne nel settore privato.

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