Sicurezza sul lavoro: il Rapporto Inail 2010 registra importanti miglioramenti
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Sicurezza sul lavoro: il Rapporto Inail 2010 registra importanti miglioramenti

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Pubblicato il 6 Luglio 2011

“Per la prima volta dal dopoguerra la soglia dei morti sul lavoro è scesa sotto i mille casi l’anno”. Lo ha detto il presidente dell’Inail, Marco Fabio Sartori, in occasione della presentazione del Rapporto Annuale 2010 sull’attività dell’Istituto. “Dopo il calo record di infortuni del 2009, in parte dovuto agli effetti della difficile congiuntura economica, il 2010 ha registrato un’ulteriore contrazione di 15.000 denunce (per un totale di 775.000 complessive) a conferma del miglioramento ormai strutturale dell’andamento infortunistico in Italia”. Ci sono dunque segnali importanti nella battaglia per la sicurezza sul lavoro. Anche se i numeri dell’Inail non nascondono pieghe di una certa preoccupazione. Aumentano infatti gli episodi che riguardano le donne (con un +0,4% degli infortuni e un +9,7% dei decessi, 79 in totale), gli immigrati (con gli infortuni in crescita dello 0,8% fino a 120.135 casi), gli infortuni del personale domestico (+26,5%, per 4.931 denunce). Sono tanti, inoltre, gli infortuni «invisibili», legati all’economia sommersa, che in base agli ultimi dati Istat sul lavoro nero (2009), l’istituto stima in 165 mila casi.
Nel sito internet dell’Inail nazionale è disponibile uno Speciale con il dettaglio delle rilevazioni statistiche dell’Istituto suddivise per settori.
Le costruzioni sono sempre il settore più a rischio (con il 22% dei morti, 215 nel 2010), seguito dai trasporti, che per il primo anno superano l’agricoltura per numero di decessi (134 contro 115).
I miglioramenti più significativi riguardano la metallurgia (-37,7% delle morti, fino a 46) e il commercio (-26,3%, fino a 73). I cali di denunce più marcati sono nel Mezzogiorno (-3,2%), anche se è al Nord che si concentra il 60% degli infortuni (e il 52% dell’occupazione nazionale).