Dalla Fim un appello per la Oto Melara di Brescia. In indirizzo ci sono anche le istituzioni
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Dalla Fim un appello per la Oto Melara di Brescia. In indirizzo ci sono anche le istituzioni

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Pubblicato il 29 Giugno 2011

Oto Melara ad una svolta: rilancio vero, o sarà declino. Per la fabbrica di Brescia la speranza di rilancio, ha detto ieri l’amminsitratore delegato in un incontro avvenuto a La Spezia, passa da un accordo con le organizzazioni sindacali che condividano i principi del piano illustrato nel mese di aprile; diversamente i prossimi anni saranno segnati da una situazione di minimi interventi che però non andranno nella direzione di recupero della competitività necessaria per mantenere e migliorare le quote di mercato.

La situazione di stallo in cui si trova lo stabilimento bresciano della Oto Melara (gruppo Finmeccanica) – spiega la Fim Cisl di Brescia – dipende dalla mancata realizzazione dell’accordo 2008 sottoscritto nella sede del Comune di Brescia di Palazzo Loggia, che prevedeva l’impegno delle istituzioni, del sindacato e dell’impresa, alla realizzazione di una nuova società “per sviluppare in Brescia – si legge in quel documento – con l’apporto di capacità imprenditoriali bresciane, una nuova iniziativa industriale ad alta tecnologia, dedicata al settore aeronautico”.

Si riparta da quell’intesa – sollecita la Fim – perché direzione aziendale, sindacato e istituzioni possano insieme trovare le giuste soluzioni che evitino la perdita di un importante presidio di lavoro, di innovazione e di ricerca.
Amministrazione comunale e parlamentari bresciani si erano impegnati già nel 2008 a favorire il percorso costitutivo di una nuova società capace di creare importanti prospettive occupazionali per il territorio bresciano.
Oggi la Segreteria della Fim di Brescia sollecita la riapertura del confronto, a tutti i livelli, perché i principi condivisi nel protocollo d’intesa di tre anni fa siano realizzati, per la messa in sicurezza dello stabilimento bresciano e per lo sviluppo del nostro territorio.