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Ridurre i costi della politica, a cominciare dalla Giunta e dal Consiglio Regionale
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Ridurre i costi della politica, a cominciare dalla Giunta e dal Consiglio Regionale

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Pubblicato il 27 Giugno 2011

Adesso ne parlano tutti (è argomento fisso nelle polemiche sulla manovra di bilancio che il Consiglio dei Ministri dovrebbe decidere giovedì), ma a porre per prima la questione dei costi della politica è stata lo scorso 17 giugno la Cisl Lombardia. Non vaghe richieste, ma una radiografia dettagliata di come la Regione Lombardia potrebbe dare il buon esempio ad enti e istituzioni territoriali: abolizione dell’assegno vitalizio, rinuncia all’indennità di fine mandato, eliminazione delle spese di trasporto casa-lavoro. Così la Cisl chiede alla politica lombarda di rinunciare ad alcuni dei privilegi di cui gode per dare un contributo concreto alla riduzione dei suoi costi e ha messo nero su bianco le sue richieste in una missiva indirizzata al presidente della giunta regionale Roberto Formigoni, al presidente del consiglio Davide Boni, e ai capigruppo dei partiti che siedono al Pirellone. “Chiediamo che la politica della nostra Regione dia subito un segnale forte di consapevolezza, responsabilità e solidarietà – scrive il Segretario generale della Cisl Lombardia Gigi Petteni – che se non risolverà certo i gravi problemi di risorse che abbiamo, darà comunque il segno che davvero ognuno fa la sua parte, a partire da coloro che sono chiamati a decidere anche sulla parte che devono fare tutti i cittadini”.
Queste le richieste dettagliate dalla Cisl Lombardia: abolizione dell’assegno vitalizio, che consente dopo solo cinque anni di mandato a un consigliere regionale lombardo di godere di una non irrilevante pensione suppletiva al compimento dei 60 anni, mentre l’età pensionabile si è già innalzata per tutti i lavoratori e mentre alle donne del pubblico impiego l’Europa ha imposto l’età minima di 65 anni. Rinuncia all’indennità di fine mandato, che assicura al consigliere che ha svolto anche solo una legislatura di ricevere una “buonuscita” pari a un’intera annualità di indennità! E che si ripete ogni 5 anni per chi rinnova i suoi mandati. Eliminazione del rimborso delle spese di trasporto dalla casa del consigliere alla sede del Consiglio, che nessun lavoratore ha diritto ad avere. Crediamo che un consigliere regionale, con lo stipendio mensile che percepisce, possa tranquillamente pagarsi l’abbonamento del treno o del metrò. Forse non si risparmieranno miliardi, ma per la Cisl lombarda non è questo l’aspetto più importante. “Quel che importa – sottolinea Gigi Petteni – è che i cittadini, anche grazie a queste decisioni, per nulla simboliche o demagogiche, ritornino a percepire la politica come ciò che deve essere e per cui esiste: il luogo alto dedicato alla cura dei cittadini, dei loro bisogni, della loro vita reale, come singoli, come famiglie, come comunità”.
“Attendiamo una risposta concreta e tangibile, qui in Lombardia, adesso – aggiunge in conclusione il segretario generale della Cisl -. E auspichiamo che possa realizzarsi con un’azione condivisa tra tutte le forze politiche. Per parte nostra sosterremo queste proposte con iniziative concrete tra i lavoratori e i pensionati lombardi”. (lombardia.cisl.it)