Mai rassegnati all’insicurezza sul lavoro
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Mai rassegnati all’insicurezza sul lavoro

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Pubblicato il 19 Giugno 2011

“Non dobbiamo rassegnarci a questi tristi eventi e tanto meno considerarli tragiche fatalità”. Lo scrivono in un documento unitario Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneal Uil Valcamonica e Sebino riflettendo sull’incidente sul lavoro che venerdì scorso è costato la vita a Sina Vebe, 45enne operaio di origine albanese, morto in Valle Camonica in un cantiere dell’Anas. Sina è la decima vittima del lavoro registrata nel bresciano dall’inizio dell’anno. “Siamo tutti interrogati quando una vita viene stroncata nell’adempimento del proprio dovere. La sicurezza sul lavoro non deve essere considerata un costo ma un investimento volto a tutelare la vita e la salute dei lavoratori. Troppo spesso ancora oggi le normative in materia rimangono scritte nei piani operativi ma poco attuate nella pratica quotidiana. Assieme – sindacato e associazioni imprenditoriali e professionali – dobbiamo farci carico di un ulteriore sforzo per coinvolgere anche le imprese subappaltatrici per avviare percorsi formativi vincolanti e per applicare tutte le norme antinfortunistiche”.