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Metrobus: per i costi di gestione il Comune pensa all’addizionale Irpef
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Metrobus: per i costi di gestione il Comune pensa all’addizionale Irpef

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Pubblicato il 15 Giugno 2011

La Giunta del Comune di Brescia sta valutando l’introduzione di una addizionale Irpef dello 0,20% per coprire i costi di gestione del Metrobus. Ieri il Giornale di Brescia ha dedicato al tema un’intera pagina sintetizzando così le ragioni che porterebbero alla nuova tassa comunale: “Le restrizioni imposte dal Patto di stabilità, un’opera in corso da ultimare (con 62 milioni di euro da reperire entro novembre) e, soprattutto, una gestione che costerà alle casse comunali circa 36 milioni di euro l’anno”. Oggi pomeriggio si riunisce la Commissione consiliare per discutere il piano finanziario del Metrobus, ma è dal confronto politico che arriverà la decisione sull’addizionale. Il Giornale di Brescia torna sul tema nell’edizione di oggi riportando anche la posizione della Cisl che attraverso il Segretario generale Enzo Torri aveva fatto presente che l’alternativa prospettata dalla Giunta alla introduzione della nuova tassa – vale a dire il taglio dei servizi ai cittadini – sarebbe un rimedio quasi peggiore del male.
“Le fasce deboli non sono più solo quelle rappresentate dagli anziani e dagli immigrati – ha detto Torri al cronista del Giornale di Brescia – ma anche i disoccupati, i single, i giovani senza lavoro o con contratti atipici». Alla proposta di Noè Ghidoni, presidente del Mcl, di escludere dall’addizionale Irpef i redditi più bassi, il Segretario della Cisl risponde con un ragionamento più ampio: “Attraverso al contrattazione sociale il sindacato è costantemente impegnato a discutere con le amministrazioni locali la predisposizione di politiche e servizi, con l’obiettivo di attenuare l’impatto che la pesantissima crisi economica riversa sulla popolazione. Che poi questa attenzione per le fasce sociali più deboli passi attraverso lo strumento dell’esenzione o del sostegno poco cambia. L’importante è che sia efficace”.