Cacciamali: un’attesa con poche speranze
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Cacciamali: un’attesa con poche speranze

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Pubblicato il 3 Giugno 2011

Se il destino dei lavoratori della Cacciamali di Mairano appare quanto mai incerto, quello dei 18 dipendenti della Bus Carpenteria, l’azienda che con il contratto d’affitto di ramo d’azienda ha in carico da un anno il lavoro e i lavoratori della Cacciamali dopo il fallimento, è abbastanza definito. Questa mattina i rappresentanti sindacali della Fim Cisl e della Fiom Cgil, unitamente alle RSU della Cacciamali, hanno incontrato nello studio Bettoni di Brescia i consulenti della Bus Carpenteria per fare il punto della situazione sulle scadenze delle prossime settimane. Il 30 giugno, infatti, il curatore fallimentare della Cacciamali revocherà il contratto d’affitto con la Bus Carpenteria. Dal 1 luglio scatterà per i 136 lavoratori che dalla Bus Carpenteria ripasseranno alla Cacciamali, un periodo di Cassa integrazione straordinaria della durata di dodici mesi. Per quanto riguarda la Bus Carpenteria, la proprietà ha comunicato di avere ordini da smaltire fino a luglio, per smaltire i quali chiederà un assorbimento temporaneo di 30 lavoratori della Cacciamali in aggiunta ai suoi 18 dipendenti. Ultimando gli ordini l’azienda dovrebbe essere in grado di pagare gli stipendi arretrati.
Il 30 giugno scadrà anche il bando che ha per oggetto la vendita della Cacciamali, bando rilanciato dopo che nei mesi scorsi a fronte del sostegno della Fim Cisl ad un piano di rilancio presentato dalla King Long Italia, la Fiom Cgil aveva fatto firmare alla maggioranza dei lavoratori un documento di rifiuto del piano causando la rinuncia dell’investitore. Il ripensamento dei lavoratori, che alcune settimane dopo il mancato referendum si sono autoconvocati in assemblea chiedendo alla Fiom di fare un passo indietro, non ha però portato a nulla. “La Fim ha fatto la sua battaglia per salvare il lavoro e per costruire percorsi di ricollocazione per gli esuberi ma la Fiom ha impedito ai lavoratori di esprimersi su questa opportunità – commenta amaro Stefano Olivari che per la Fim Cisl segue l’azienda di Mairano – Adesso è la Fiom che deve trovare una via d’uscita al vicolo cieco in cui ha messo i lavoratori della Cacciamali, anche se l’idea che trasmette in questa fase ai suoi stessi associati è quella di non sapere che pesci pigliare”.