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Solidarietà della Cisl alle lavoratrici della Citman di Pontevico
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Solidarietà della Cisl alle lavoratrici della Citman di Pontevico

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Pubblicato il 1 Giugno 2011

Questa mattina, poco prima delle 8, il Segretario generale della Cisl Enzo Torri ha incontrato a Pontevico le lavoratrici e i lavoratori che da settimane attuano un presidio davanti alla Citman portando loro la solidarietà e la vicinanza della Cisl bresciana. Oggi per questa storica fabbrica è un giorno molto amaro. Viene presentata infatti al Tribunale di Brescia l’istanza di fallimento dell’azienda, un atto che arriva al termine di una vicenda industriale che ha portato la Citman a passare nel giro di pochi anni dalla produzione d’eccellenza per il sistema italiano della moda ad una fallimento “che poco ha che fare – spiega Beppe Marchi, Segretario generale della Femca Cisl di Brescia – con la crisi che ha messo in ginocchio anche il sistema economico e industriale italiano. Qui ci sono responsabilità imprenditoriali molto precise, c’è la mancanza di una cultura delle relazioni industriali che si è tradotta in una chiusura del confronto con il sindacato e nel mancato riconoscimento del ruolo e del contributo di un gruppo di lavoratrici che avevano acquisito ormai un’alta specializzazione“.
All’incertezza del futuro che pesa sui 120 dipendenti dell’azienda si aggiunge l’incertezza e la poca chiarezza di alcune decisioni aziendali di quest’ultimo periodo che non consente di capire a chi è in capo la proprietà dell’immobile e a chi appartengono i macchinari della Citman.

Le responsabilità dell’azienda
“Fino al 2008 – scrive stamattina il Giornale di Brescia – l’azienda era controllata dalle famiglie Righetti e Martinelli, mentre dal 2009 sono restati solo i Righetti. E fino al 2008 (per qualcuno è una coincidenza, per altri no), nonostante la concorrenza sempre più agguerrita, l’impresa navigava in buone acque, e realizzava vestiti per Armani, Dolce&Gabbana e Pignatelli. Nel corso del 2009, tuttavia, i principali clienti sono stati persi e la Citman (che aveva duecento addetti) è entrata nel tunnel della crisi, da cui non è più uscita. La fabbrica, fino a tre anni fa, produceva 60mila capi all’anno; nel 2009 si è scesi a 10mila, con solo 30-40 addetti operativi, e gli altri in cassa straordinaria. Negli ultimi ventiquattro mesi, la cronaca economica non si è mai occupata delle più grande azienda di Pontevico, ma la situazione è costantemente peggiorata. I creditori sono diventati sempre più esigenti e il punto di non ritorno è stato varcato.”

L’impegno della Cisl a che nessuno sia lasciato solo
“Parlando con le lavoratrici e i lavoratori del presidio si sente tutta la loro rabbia e delusione – racconta Enzo Torri – L’azione del sindacato, della Cisl, non finisce con il fallimento dell’azienda. Anzi! Accompagneremo ogni possibile sviluppo cercando di salvare il lavoro e di non lasciare solo nessuno dei 120 dipendenti”.

Fotografie di Angelo Messora, delegato sindacale Cisl Citman Pontevico (Bs)