Vietata la pesca alle anguille nel Lago di Garda. La Fai alla Provincia: aiuti i pescatori!
TORNA INDIETRO

Vietata la pesca alle anguille nel Lago di Garda. La Fai alla Provincia: aiuti i pescatori!

2 min per leggere questo articolo

Pubblicato il 30 Maggio 2011

La Fai Cisl intende chiedere l’impegno concreto della Provincia di Brescia per aiuti economici destinati alla qualificazione delle attrezzature e alla riconversione della tipologia di pesca per i pescatori di professione del Lago di Garda. Non aiuti generalizzati ma solo per le attività in crisi dopo il blocco della commercializzazione delle anguille a seguito delle tracce di diossina riscontrate in alcuni esemplari. “La situazione è davvero paradossale – spiega Oliviero Sora della Fai Cisl Lombardia, il sindacato dei lavoratori dell’agro alimentare – da giorni i quotidiani locali riportavano la notizia del divieto di vendita al pubblico delle anguille, ma solo venerdì 27 maggio è arrivata ad ogni pescatore la comunicazione ufficiale da parte del Ministero interessato. I pescatori avevano comunque già sospeso l’attività, rifiutandosi di mettere sul mercato anguille che avrebbero potuto costituire un problema per i consumatori.
“Nessuno – precisa la Fai Cisl – contesta le analisi effettuate: se ci sono dei parametri da rispettare ed in alcune anguille questi parametri sono stati superati, è chiaro che bisogna andare assolutamente all’origine del problema. Ma bisognerebbe anche avere informazioni scientifiche su quale percentuale di diossina viene eliminata prima dell’arrivo in tavola del pesce: dalla sgrassatura, alla spellatura ed al particolare tipo di cottura che viene fatto per l’anguilla che è fatto proprio per diminuire il più possibile la quantità di grassi che finiscono nel piatto”.
Intanto i pescatori di professione del Lago di Garda devono fare i conti con una situazione imprevista di crisi e la necessità di riconvertirsi ad una diversa tipologia di pesca: “Alcuni di loro avevano fatto del mercato dell’anguilla la prima fonte di sostentamento ed il ritrovarsi con l’impossibilità – come minimo per un anno – di tornare a pescare e vendere anguille è comprensibilmente fonte di grande preoccupazione. Da qui la volontà, come Fai Cisl, di chiedere l’intervento della Provincia. Sarebbe per i pescatori gardesani un segnale di interessamento vero e una iniezione di fiducia per il futuro”.