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Primo Maggio a Brescia
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Primo Maggio a Brescia

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Pubblicato il 29 Aprile 2011

Il corteo del Primo Maggio muoverà a partire dalle ore alle 9,30 da Piazza Garibaldi, percorrerà le vie cittadine e arriverà in Piazza Loggia dove dal palco interverranno tre delegati: il primo leggerà il documento unitario per il Primo Maggio di Cgil Cisl e Uil Lombardia; il secondo metterà l’accento su lavoro e immigrazione; il terzo, una delegata sindacale della Cisl, parlerà dei problemi del mondo del lavoro oggi, dirà dell’impegno delle organizzazioni sindacali e chiederà ad economia, impresa, cultura e politica bresciane di mettere il lavoro in testa alle priorità per la crescita e lo sviluppo del nostro territorio e del nostro Paese.


I Segretari generali della Cisl Enzo Torri, della Cgil Daminao Galletti e della Uil Angelo Zanelli, hanno presentato questa mattina contenuti e modalità del Primo Maggio a Brescia. La parola chiave della festa dei lavoratori – hanno detto – sarà “unità”.

Una parla impegnativa vista la consapevolezza delle divisioni che a livello nazionale e locale segnano in questa fase il panorama sindacale. Cgil, Cisl e Uil ribadiscono questa volontà anche attraverso lo slogan della Festa, “Il lavoro per unire il Paese”.
Enzo Torri, Segretario generale della Cisl, ha spiegato così la volontà di andare oltre le differenze che sempre più marcatamente caratterizzano strategie ed operato delle tre grandi organizzazioni sindacali confederali: “In Piazza Loggia daremo voce, attraverso tre delegati, a questioni molto sentite oggi tra i lavoratori, a partire dalla crisi e dalla difficoltà dei giovani che non vedono di fronte a sé prospettive di reddito e di lavoro sicuro e dai problemi che vivono anche i lavoratori immigrati”.
Il Segretario della Cgil bresciana Damiano Galletti ha detto che “il mondo del lavoro è sotto attacco da tempo e c’è un tentativo esplicito di dividere i lavoratori. Perciò è più che mai importante ribadire la difesa unitaria del diritto al lavoro”.
Angelo Zanelli, Segretario generale della Uil, ha ribadito che “il Primo Maggio deve essere il simbolo del lavoro che unisce, al di là delle divisioni che dipendono da concezioni diverse sulle modalità con le quali raggiungere i medesimi obiettivi”.