Immigrati: meno soldi verso i paesi di origine
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Immigrati: meno soldi verso i paesi di origine

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Pubblicato il 26 Aprile 2011

Gli stranieri che vivono in Italia hanno fatto defluire nel 2010 oltre 6,4 miliardi di Euro di rimesse, registrando per la prima volta un calo del 5,4% rispetto all’anno precedente, dell’8,7% per quanto riguarda Brescia e provincia. Lo rileva uno studio della Fondazione Leone Moressa. Il totale delle rimesse partite dal nostro territorio è stato di 120mila Euro, con un valore procapite di 749 Euro, circa la metà del valore medio nazionale. I primi tre Paesi di destinazione delle somme partite da Brescia e provincia sono la Romania (12,5%), il Senegal (11,3%) e l’India (9%). A livello generale, il nostro territorio produce l’1,9% delle rimesse nazionali, attestandosi all’ottavo posto dopo Roma (27,5%), Milano (12,9%), Napoli (3,3%), Firenze (3,1%), Prato (2,8%), Torino (2,6%) e Bologna (2,3%).

IL DATO GENERALE
Nel 2010 il flusso monetario in uscita dall’Italia è stato pari a 6,4 miliardi di euro, in calo per la prima volta rispetto all’anno precedente del 5,4%. In diminuzione anche il valore delle rimesse
calcolate a livello procapite: mediamente ciascuno straniero invia nel proprio Paese di origine poco più di 1.500 euro annui, in calo rispetto ai 1.73 4 euro registrati nel 2009. Per riuscire a quantificare il volume delle rimesse basti pensare che l’ammontare complessivo del denaro in uscita dall’Italia equivale allo 0,41% del Pil nazionale: anche in questo caso tale incidenza si è ridotta rispetto allo 0,44% rilevato l’anno precedente.

VERSO QUALI PAESI?
L’Asia è il continente maggiormente beneficiario delle rimesse che escono dall’Italia. Infatti con oltre 3 miliardi di Euro, la macroarea asiatica concentra il 47,4% di tutti i flussi monetari; della rimanente parte, il 27,4% rimane all’interno dei confini europei, il 12,5% prende la via africana e l’11,6% quella americana. Ma rispetto al 2009 quasi tutte le destinazioni hanno subito una contrazione in termini di rimesse inviate: il continente asiatico ha ricevuto dagli stranieri in Italia il 9,5% in meno di denaro e l’Africa il 4,5% in meno. Unica eccezione i Paesi europei le cui rimesse sono aumentate del 4,2%. Tra tutti i Paesi, la Cina è quello a cui viene inviato il maggior volume di rimesse con 1,7 miliardi di Euro, seguito da Romania (800 milioni), Filippine (712 milioni) e Marocco (251 milioni). Le principali nazioni di destinazione mostrano anche in questo caso una riduzione nell’ultimo anno: per la Cina la variazione si attesta al -10,2%, per le Filippine al -11,1% e per la Romania al -3%. In quanto a rimesse procapite, ciascun cinese residente in Italia invia in Patria poco più di 9mila euro a testa, valore più elevato tra tutte le nazionalità. Questo significa che ogni cinese in Italia “mantiene” 2,9 cinesi in Patria e che a livello complessivo si tratta di oltre mezzo milione di cinesi. Con 5.761 euro di rimesse procapite i filippini sostengono una comunità in patria di 468 mila concittadini, i bengalesi di 400 mila soggetti, i senegalesi di 308 mila persone.

LE RIMESSE PROVINCIA PER PROVINCIA
Roma è la provincia dalla quale defluisce il maggior volume di rimesse verso l’estero: si tratta di 1,7 miliardi di euro, pari a oltre un quarto di tutte le rimesse che escono dall’Italia. Seguono a ruota Milano, Napoli, Firenze e Prato. Per tali province la prima nazionalità di destinazione è la Cina, ma tra tutte è Prato l’area in cui la quasi totalità delle rimesse defluisce verso il paese asiatico: il 90,5% di tutte le rimesse della provincia. La Romania è invece il primo paese di destinazione delle rimesse di Torino, Brescia e Verona, mentre per le Filippine si tratta di Bologna.

IL COMMENTO DEI RICERCATORI
“Le rimesse dagli stranieri sono un cruciale fattore di garanzia e di crescita per le economie in via di sviluppo – affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa – L’aumento del numero di disoccupati stranieri determinato dalla crisi ha messo a dura prova i bilanci degli immigrati e i loro redditi da lavoro. Sono stati costretti a ridurre di fatto quella parte di risparmio che prima veniva inviato nei Paesi di origine, ma che ora viene trattenuto per potersi garantire un sufficiente livello di sopravvivenza. Oltre alla crisi, il calo delle rimesse va ascritto anche al fatto che molti stranieri nel tempo hanno scelto l’Italia come il proprio paese di residenza, avvicinando e ricongiungendo a sé la propria famiglia; in questo modo il denaro che prima veniva inviato in Patria, rimane ora nel territorio nazionale”.