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Guardie giurate: ripensare la formazione professionale e cambiare condizioni di lavoro
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Guardie giurate: ripensare la formazione professionale e cambiare condizioni di lavoro

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Pubblicato il 5 Aprile 2011

Dopo i fatti di Quinzano – il tentativo di rapina ad una banca, l’intervento di una guardia giurata che ha sparato e ucciso due malviventi, il fermo della guardia con l’accusa di omicidio volontario – si moltiplicano commenti e valutazioni. In uno dei servizi che nel corso della giornata Teletutto ha dedicato all’episodio (disponibile nella sezione Cisl Brescia TV del nostro sito) è stato toccato anche il tema della sicurezza e delle condizioni di lavoro di chi lavora come guardia giurata Alberto Pluda, Segretario generale della Fisascat Cisl, ha parlato di “carenza di regole certe, scarsa formazione professionale, orari massacranti per arrotondare con gli straordinari uno stipendio base di circa mille euro che sono spesso le cause di simili tragedie”.
“Serve più preparazione perché una guardia giurata fa 40 ore di formazione, poi ha il porto d’armi e può utilizzare una pistola – ha aggiunto – servono regole più chiare, servono un albo e un salario più adeguato. Spesso le guardie giurate sono costrette a fare troppi straordinari per arrotondare il loro stipendio. E dopo 15 ore di lavoro stressante e pericoloso a qualcuno può capitare di perdere il controllo”.