Troppi aeroporti? No, manca la pianificazione
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Troppi aeroporti? No, manca la pianificazione

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Pubblicato il 23 Marzo 2011

“La Sea ha proposto la creazione di un sistema aeroportuale integrato che comprende gli scali di Malpensa, Linate, Orio Al Serio, Montichiari e Verona. Come Cisl guardiamo con interesse a tutto ciò che può favorire lo sviluppo, creare nuova occupazione e ridare capacità attrattiva ai nostri sistemi territoriali. Vogliamo esserci e giocare la nostra partita”. Gigi Petteni, Segretario generale della Cisl Lombardia, sintetizza così il faccia a faccia della Cisl regionale – presente anche il Segretario generale della Cisl di Brescia Enzo Torri – con Giuseppe Bonomi, presidente della Società di gestioni degli aeroporti milanesi.

Bonomi ha illustrato il piano industriale che sta alla base della proposta per la creazione di un sistema aeroportuale integrato: “Le proiezioni ci dicono che entro il 2025 il traffico passeggeri è destinato a raddoppiare, mentre sappiamo che le grandi compagnie internazionali sono interessate al nostro mercato. Per cogliere queste opportunità serve un’unica strategia industriale. Integrando gli scali interessati saremmo uno dei primi cinque sistemi aeroportuali in Europa – ha sottolineato Bonomi -. Una modalità è quella di provare a dare vita ad un’unica società che controlli quelle attualmente esistenti. Il tema è quello della governance e Sea è pronta a condividere strumenti che contribuiscano a definire maggiore equilibrio tra le diverse società”. “La competitività si gioca sempre più tra sistemi territoriali e le infrastrutture aeroportuali sono una leva di competitività – ha aggiunto -. Non esiste il problema di un eccessivo numero di aeroporti, ciò che manca è una pianificazione, ma nessun governo l’ha mai fatta. Tocca quindi alle imprese muoversi e una strada è quella della specializzazione e la messa in rete di aziende diverse”.
“Ci sono specificità da valorizzare e c’è spazio per una integrazione, rispettando e comprendendo gli equilibri territoriali – ha cocluso – Quel che va evitato è che attorno a questa proposta di lavoro seria si scateni l’ennesimo derby tra localismi”.