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Il contratto del terziario è frutto della concretezza della Fisascat Cisl
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Il contratto del terziario è frutto della concretezza della Fisascat Cisl

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Pubblicato il 4 Marzo 2011

La Fisascat Cisl di Brescia ha presentato questa mattina alla stampa l’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro degli addetti del commercio, della distribuzione e dei servizi che nel bresciano sono circa 65.000. Alberto Pluda, Segretario generale della categoria, ha innanzitutto precisato che quello del terziario è “un settore caratterizzato da una forte polverizzazione del sistema distributivo e dei servizi (l’80% delle aziende non supera i 5 dipendenti), con una presenza largamente minoritaria della Grande Distribuzione Organizzata e di conseguenza con circa l’80% dei lavoratori e delle lavoratrici occupati in piccole o piccolissime unità produttive, tutelate attualmente unicamente dalla contrattazione di primo livello”. Un settore caratterizzato da una profonda crisi dei consumi, “che fa registrare nella stragrande maggioranza delle aziende – ha detto ancora il Segretario della Fisascat – un fortissimo calo dei fatturati, con conseguenze occupazionali pesantemente negative, sia a livello nazionale che territoriale, che alimentano le preoccupazioni sui posti di lavoro”. Il rinnovo del contratto arriva in questo scenario non certo confortante, conquistando per i lavoratori risultati importanti. Sul piano economico si tratta di 86 Euro di aumento mensile, pari a 1.800 nell’arco dei tre anni di vigenza contrattuale. Sul piano normativo l’intesa getta concrete basi per dare esigibilità alla contrattazione di secondo livello, allarga ai part-time l’assistenza sanitaria integrativa, prevede maggiorazioni per il lavoro domenicale anche per gli occupati nel settore con contratti non standard.

Sulla mancata firma dell’ipotesi di accordo per il rinnovo del contratto da parte della Filcams Cgil, Alberto Pluda ha detto di non esserne stupito: “Filcams è recidiva! Anche il contratto de 2008 non fu inizialmente firmato da Filcams CGIL che per qualche mese lanciò proclami di mobilitazione – a dire il vero con scarsi esiti in termini di partecipazione – e poi, ad un anno dalla firma del contratto, decise di sottoscrivere anch’essa l’intesa. Oggi il film si ripete. La Filcams Cgil non ha sottoscritto l’ipotesi perché dice di non riconoscersi nella riforma degli assetti contrattuali del 22 gennaio 2009. Un comportamento politico che rischia, con i suoi veti, di rendere sterile e inconcludente ogni negoziato. Nel comportamento strumentale di Filcams vi è un indirizzo complessivo che non riesce più a trovare il giusto equilibrio confederale tra gli interessi particolari dei lavoratori e l’interesse generale del Paese”.
“Questa intesa – ha concluso il Segretario della Fisascat – tenuto conto del conteso di crisi e di stagnazione dei consumi, rappresenta un nuovo punto di partenza per l’affermazione delle tutele dei lavoratori ed offre strumenti per un percorso di più avanzate relazioni utili al decollo ed allo sviluppo della contrattazione decentrata. Un accordo complessivamente buono ed equilibrato che può traguardare nuove opportunità per tutti i lavoratori del settore”.

I contenuti dell’intesa illustrati dalla Fisascat Cisl di Brescia