Accordo difficile sul futuro della Caffaro
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Accordo difficile sul futuro della Caffaro

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Pubblicato il 1 Marzo 2011

Il confronto nella sede della Associazione industriale sul futuro dello stabilimento Caffaro Chimica di via Milano a Brescia non ha portato ancora ad alcun accordo. Femca Cisl, Filctem Cgil e Uilcem Uil hanno spiegato la loro insoddisfazione al termine dell’incontro con il commissario straordinario (l’amministrazione controllata dell’impianto scade il 7 marzo) e l’imprenditore Donato Todisco della Società Chimica Emilio Fedeli di Pisa che ha presentato un’offerta per rilevare l’unità produttiva cittadina.“Allo stato attuale non ci sono le condizioni per chiudere la partita – hanno sottolineato i rappresentanti sindacali – Non c’è un piano industriale, ma solo un modello organizzativo. Ma soprattutto non c’è chiarezza. La controparte ha aumentato a 51 il numero di addetti che sarebbe disponibile a riassumere rispetto agli iniziali 47; per gli altri ci sarebbe la Cassa integrazione”. Intanto, mentre il sindacato auspica la mediazione del Ministero per le attività produttive, il “Giornale di Brescia” scrive questa mattina che il potenziale acquirente avrebbe dettato una sorta di ultimatum: se non si arriverà ad un accordo sindacale entro domani ritirerà la sua offerta. Nel puzzle della vertenza è invece “Bresciaoggi” ad inserire questa mattina un ulteriore elemento: dal confronto con il potenziale acquirente – scrive il quotidiano di via Eritrea – sarebbe emerso anche qualche dubbio sull’accordo raggiunto con A2A in merito ai benefici da riconoscere sul fronte dell’energia. Domani le parti si ritroveranno nuovamente al tavolo dell’Aib.