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Torri: sì al “patto sociale” proposto dalla Loggia, per sostenere le fasce deboli
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Torri: sì al “patto sociale” proposto dalla Loggia, per sostenere le fasce deboli

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Pubblicato il 9 Gennaio 2011

Il “Giornale di Brescia” ha intervistato il Segretario generale della Cisl bresciana Enzo Torri sulla proposta di un nuovo patto sociale per Brescia lanciata dal sindaco di Brescia, Adriano Paroli.

È un appello che incontra l’interesse della Cisl?
Bisogna intendersi bene su ciò che si vuole davvero fare. Noi siamo interessati se la Loggia ha intenzione di mettere insieme forze politiche e forze sociali con l’obiettivo di sostenere le fasce deboli: cassintegrati, disoccupati, giovani, anziani e le famiglie, senza distinzione tra italiani e stranieri. Alcuni anni fa vennero fatti gli Stati generali dell’economia e alla fine non arrivarono risultati. Vennero fatte grandi analisi e pochi progetti. Oggi la situazione economico-sociale impone che dalle analisi si passi alle proposte. Per questo vorrei che la proposta arrivasse anche dalla Provincia, ma da lì purtroppo non arrivano segnali di vita.

La crisi morde a Brescia?
Sì, ma ho l’impressione che la città sia letteralmente divisa in due: chi la crisi la sta vivendo e chi non ne ha la minima consapevolezza perché non l’ha vissuta. Il problema è che, al di là delle affermazioni degli economisti e dagli ultimi dati sul rallentamento della Cig, la crisi non è ancora finita. Anzi ora il rischio è che abbia ricadute anche su settori per ora rimasti immuni dalla recessione anche nel Bresciano.

Può spiegare meglio questo scenario?
La nostra provincia è divisa tra manifatturiero e servizi: il primo settore è stato seriamente colpito, il secondo potrebbe avere ripercussioni pesanti quest’anno. Quindi credo serva affrontare il problema tutti insieme perché la crisi è davvero un problema che riguarda tutti. Quello che vedo oggi è che Brescia ha grandi pregi, ma ognuno lavora per sé: il sindacato da un lato, gli imprenditori dall’altro e la politica che si interessa a seconda delle opportunità del momento. Per uscire da questa crisi serve di più.

Il fenomeno dell’immigrazione è ancora centrale?
La vicenda della gru ha rischiato di peggiorare una spaccatura nella nostra società. Dobbiamo essere consapevoli che il fenomeno migratorio non è temporaneo. Noi lavoriamo per aiutare l’integrazione dei nuovi cittadini italiani, consapevoli che molte di queste persone sono giunte qui per soddisfare la richiesta di manodopera che c’era nelle nostra industrie.

Come valuta le grandi opere ipotizzate da questa Giunta?
In città assistiamo ad una vera e propria emergenza sfratti. L’abbattimento delle torri di San Polo serve a poco, serve un’edilizia economica in grado di rispondere alle esigenze delle fasce deboli. Sono molto dubbioso anche sul progetto di parcheggio sotto il Castello, proprio ora che la mobilità cittadina sarà ridisegnata dalla metropolitana. L’impegno che mi aspetto dalla Loggia è quello dell’aiuto alle fasce deboli.