Fiat e Iveco: quale futuro per lo stabilimento di Brescia?
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Fiat e Iveco: quale futuro per lo stabilimento di Brescia?

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Pubblicato il 4 Gennaio 2011

Quali saranno gli effetti dello scorporo delle attività Fiat sullo stabilito Iveco di Brescia? Hanno di che preoccuparsi i 3.000 addetti di via Volturno e quelli delle numerose aziende dell’indotto? Dal 3 gennaio il gruppo Fiat si è ufficialmente diviso in due: da una parte la S.p.A (segmento auto), dall’altra Fiat Industrial (che comprende i veicoli industriali di Iveco e le macchine da lavoro e mezzi agricoli). Si ricorrono molte voci. C’è chi dice che con lo scorporo la Fiat ha caricato su Iveco la maggioranza del debito e che, mentre si parla molto di quanto succederà nel settore auto, i veicoli industriali restano completamente ai margini Valgiovio, «Il vero problema – dice Laura Valgiovio, segretario generale della Fim Cisl bresciana. – è il mercato, non lo scorporo: la situazione delle vendite per il veicolo medio è ancora preoccupante, e non si prevedono sviluppi positivi nei prossimi mesi. La creazione di Fiat Industrial, invece, non ci può far paura, perché il settore dei veicoli industriali ha sempre generato utili, anche quando il segmento auto andava male».Per Iveco Brescia – ha sintetizzato il “Giornale di Brescia” – si profilano due possibili scenari: o la cessione a un gruppo internazionale, oppure una «cura Marchionne» Anche se qui, nell’aprile 2009, fu raggiunto un accordo sindacale che subordinava un investimento da 20 milioni di euro a una revisione delle pause e dei tempi di produzione. E anche la Fiom firmò.