Gratitudine e commozione: il ricordo della Cisl per Carlo Albini

Commozione e gratitudine. La Cisl ha accolto così la notizia della morte di Carlo Albini, figura importante della storia del sindacato a Brescia e della Cisl in particolare. “Albini – ha scritto Renato Zaltieri nella comunicazione al gruppo dirigente – è stato il protagonista di una straordinaria stagione alla quale tutti siamo debitori”. Tra la fine della seconda guerra mondiale ed il 1948, Albini è stato testimone e attore di una fase che ha delineato per lungo tempo le dinamiche politiche e sociali della realtà bresciana. “Indicato nel 1945 quale primo segretario della nascente Associazione Cristiana Lavoratori Italiani è contemporaneamente anche vicesegretario della Democrazia Cristiana – ha scritto ancora Zaltieri – Carlo Albini ha vissuto in prima persona le difficoltà di impostazione e di rapporto tra le componenti socialcomunista e quella cristiana all’interno della Camera del Lavoro di Brescia, sfociata nell’abbandono dell’esperienza unitaria da parte dei sindacalisti cristiani. Quando, il 10 ottobre del 1948, venne ufficialmente costituita a Brescia l’Unione Provinciale dei Sindacati Liberi, con la sigla di LCGIL, a guidare la nuova organizzazione, che due anni dopo avrebbe preso il nome CISL, venne chiamato Angelo Gitti, e come vicesegretario venne eletto Carlo Albini”. Guardando le fotografie dell’epoca colpisce soprattutto il volto sereno e consapevole di Albini: “Una serenità – commenta Zaltieri – che sicuramente gli derivava dall’entusiasmo della giovane età ma anche dal sentirsi parte di un grande idea, di un grande progetto, di una grande speranza; e poi la consapevolezza, che era il risultato del prendere le cose sul serio e del fare tutto con il massimo impegno”.

“Carlo Albini è morto proprio mentre va a completarsi un lavoro di ricostruzione storica sulla Cisl bresciana che sarà presentato a giugno nelle manifestazioni per il 60° della nostra organizzazione – conclude Zaltieri – Abbiamo il rammarico, proprio perché da diversi mesi Carlo Albini non stava bene, di non avere potuto raccogliere e fermato sulla carta i suoi ricordi e i suoi pensieri. Certamente lo faremo con altre sue testimonianze che negli anni ci ha lasciato, e sarà per noi un’altra occasione di dirgli pubblicamente il nostro grazie e il nostro affetto”.

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