Alimentaristi. Salta la trattativa

Sono state interrotte le trattative per il rinnovo del contratto dell’industria alimentare, l’unico basato su una piattaforma di rivendicazione unitaria. La delegazione sindacale di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil ha, infatti, registrato “la non volontà da parte di Federalimentare di giungere ad un esito positivo delle trattative giudicando insufficienti, se non provocatorie, le risposte date dalla controparte sulla piattaforma presentata dai sindacati”. I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione in tutte le imprese del settore da svolgersi “attraverso l’immediato blocco di tutte le prestazioni straordinarie, delle flessibilità e di nuovi accordi di scorrimento e attraverso 16 ore di sciopero articolato da effettuarsi nel mese di agosto in sede aziendale”. Di fronte alla reale possibilità di rinnovare il contratto, Federalimentare non è riuscita a formulare una proposta di aumento salariale credibile per ragioni del tutto estranee – evidenziano i sindacati – al merito della trattativa trascinando per giorni un negoziato che evidentemente non voleva chiudere e offendendo la serietà e la dignità di una delegazione sindacale che era pronta unitariamente a trovare le condizioni per giungere al rinnovo del contratto. Con questo atteggiamento Federalimentare – proseguono – si è assunta la responsabilità di rimettere in discussione un avanzato sistema di relazioni industriali ed ha volutamente gettato alla ortiche il valore dello sforzo unitario messo in campo dalle tre organizzazioni sindacali che sono riuscite a rimanere unite. Lo stato di agitazione che si svolgerà per tutto il mese di agosto. Le organizzazioni sindacali ricordano a Federalimentare che non si scherza sulla pelle dei lavoratori e che questi hanno il diritto inalienabile a vedere il proprio contratto di lavoro rinnovato. (www.conquistedellavoro.it)

Infermieri: governo senza logica. Ne occorrono 19.669 ma il bando è per 14.909!

Un’indagine sulla professione infermieristica e sulla corrispondente offerta formativa universitaria mette in luce come continui ad esserci un’evidente sfasatura nella programmazione dell’accesso alla carriera di infermiere: quasi 5 mila posti in meno di quanto richiesto dal mercato. Lo dice un’indagine su base nazionale della Funzione Pubblica della Cisl. Lo studio ha incrociato il numero dei posti per i corsi di laurea in scienze infermieristiche messi a bando dalle università italiane con le necessità stimate dai Collegi professionali degli infermieri e le richieste provenienti dalle Regioni.

“Sarà almeno un decennio che è caccia aperta all’infermiere che non si trova soprattutto nel nord Italia. I collegi professionali – spiega Daniela Volpato della Segreteria della FP Cisl confederale – hanno chiesto per l’anno accademico 2009/2010 che le Università portassero a 22.030 i posti disponibili per gli aspiranti infermieri. Le Regioni, quindi i futuri datori di lavoro, attraverso un apposito accordo Conferenza Stato-Regioni hanno chiesto da parte loro che in autunno si aprissero le porte per non meno di 19.669 studenti di scienze infermieristiche in modo da colmare, una volta completati gli studi, il fabbisogno di professionisti di ospedali, Asl e presidi sanitari. A fronte di questo il decreto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha fissato, con i decreti di luglio, a 14.909 i posti messi a bando: con uno scostamento di 4.760 unità rispetto alla domanda espressa ufficialmente da chi domani dovrà impiegarli, cioè un quarto in meno del necessario”. Una differenza che si ripercuote sulla proporzionalità tra medici e infermieri. Ma non è tutto. Facendo una proiezione sulle domande per i corsi universitari di infermiere si vede che nel 2008 sono stati quasi 30.000 gli studenti a provare il concorso di accesso, più del doppio dei posti disponibili. Condizione che se riportata al 2009 si rivelerà senz’altro sottostimata considerate le difficoltà occupazionali di altri settori e la tendenza in atto da alcuni anni”. Cade insomma il mito dei giovani che non vogliono fare l’infermiere. “Per questo non si comprende come le università non adeguino le proprie strutture, la propria organizzazione e la propria offerta formativa rispetto alle esigenze e ai fabbisogno del Paese. E costringano il sistema sanitario a cercare infermieri all’estero”. Dalla Cisl Fp parte dunque un appello forte alle regioni e alle università affinché le prime “facciano rispettare le richieste avanzate in sede di Conferenza Stato-Regioni” e le seconde “organizzino l’offerta formativa in maniera più consona alle necessità. La domanda di infermieri c’è e può creare nuova occupazione e non riguarda solo le strutture pubbliche, ma l’insieme dei bisogni di prevenzione, cura e assistenza espresse anche dalle case di cura, dalle case di riposo e dall’assistenza domiciliare”. www.cisl.it

Badanti in regola

La Cisl di Brescia sta preparando uffici, sportelli e personale per accogliere, dal 1 al 30 settembre, le richieste di regolarizzazione delle badanti e delle collaboratrici familiari.

Si tratta, potenzialmente, di alcune migliaia di pratiche che coinvolgeranno altrettante famiglie: obiettivo della Cisl è quello di dare loro assistenza e informazione, rendendo questo passaggio burocratico il più semplice possibile.

Leggi il volantino con tutte le informazioni necessarie.

Come si prepara un concorso

Elementi di contabilità economico patrimoniale; legislazione sanitaria nazionale; elementi di diritto amministrativo; accesso agli atti e tutela della privacy. Sono i temi delle quattro giornate  del corso organizzato dalla FPS Cisl di Brescia per preparare i candidati ai concorsi e alle selezioni pubbliche per ruoli amministrativi. Il corso si rivolge in modo particolare agli aspiranti del concorso per un posto di assistente amministrativo bandito dall’Azienda ospedaliera degli Spedali Civili di Brescia. Per le iscrizioni al corso, che vanno fatte negli uffici della FPS Cisl di Brescia in via Altipiano d’Asiago 3, ci sono solo due settimane: quella che va dal  3 al 7 agosto e quella dal 24 al 28 agosto. Le lezioni avranno luogo dal 31 agosto al 3 settembre, dalle 17,30 alle 19,30, nell’Auditorium della sede Cisl. Ulteriori informazioni possono essere richieste telefonando al numero 030 3844 650. Iscrizione e partecipazione sono gratuite.

“È un servizio che mettiamo a disposizione di tutti coloro che aspirano a ricoprire questi ruoli professionali – spiega Angelo Galeazzi, Segretario generale della FPS Cisl di Brescia – e l’esperienza degli ultimi anni ha dimostrato l’utilità, verrebbe da dire la necessità del corso, sia per la complessità delle norme di riferimento che per le grandi trasformazioni organizzative che investono inevitabilmente la sfera amministrativa”. Non per nulla i relatori del corso promosso dalla Cisl saranno dirigenti della funzione pubblica di grande esperienza, tecnici e specialisti della materia.

Stampa sindacale – FAI e FIM

Arrivano in questi giorni nelle case degli iscritti e in tutti i luoghi di lavoro i giornali sindacali della Fim e della Fai.

La Fim, la cui testata è “Nuovo impegno sindacale”, ha realizzato due numeri: uno dedicato alla piattaforma contrattuale ed un altro ai lavoratori metalmeccanici dell’artigianato.

La Fai, la federazione dei lavoratori del settore agro alimentare, ha pubblicato il secondo numero della sua nuova testata che si chiama “Fare agro alimentare”.

Utilizzando i seguenti link è possibile scaricare i tre giornali in formato PDF:

Settore elettrico: avviata la trattativa contrattuale

È iniziata la trattativa per il rinnovo del contratto degli oltre 60mila lavoratori elettrici, scaduto lo scorso 30 giugno. A Brescia i lavoratori interessati sono quasi 1800, quasi interamente dipendenti di A2A, Edison, Enel e Terna.

Tre le piattaforme illustrate da Filcem-Cgil, Flaei-Cisl e Uilcem-Uil al tavolo, unico, con i rappresentanti delle controparti imprenditoriali, Assoelettrica-Confindustria, Federutility-Confservizi, Enel, Gse, Sogin e Terna. Stabilizzare il perimetro e allargare l’ambito di applicazione del contratto, sviluppare la partecipazione e la bilateralità, definire una nuova e più adeguata regolamentazione del diritto di sciopero, sono alcuni degli obiettivi che si propone la Flaei-Cisl nell’ambito della trattativa. ”Siamo certi che prevarrà la volontà unitaria, – afferma il segretario generale della Flaei-Cisl, Carlo De Masi – come èè tradizione del settore, per arrivare, entro l’autunno, ad un rinnovo che rappresenti un elemento fondamentale per la ripresa economica del Paese, e quindi delle aziende elettriche, innanzitutto dal punto di vista del rilancio dell’occupazione (nell’ultimo quadriennio il calo è stato del 13,3%) e degli investimenti. Ma puntiamo anche ad un significativo recupero del potere d’acquisto dei salari e da una più adeguata partecipazione agli elevati livelli di redditività delle aziende, in attuazione dell’accordo sulla riforma della contrattazione sottoscritto dalla Cisl”.

Il prossimo incontro tra le parti è già stato programmato per il 22 settembre.

Oggi si aprono anche le trattative per il rinnovo contrattuale del settore energia e petrolio, in scadenza il 31 dicembre prossimo, che riguarda oltre 33 mila lavoratori.

Mezzo milione di lavoratori senza lavoro

Mezzo milione di posti di lavoro a rischio nel 2009 per effetto della crisi. È la prospettiva contenuta nel Rapporto sul mercato del lavoro del Cnel, riferita all’ipotesi peggiore per i prossimi mesi, quando “la disoccupazione continuerà ad aumentare e il ricorso agli ammortizzatori sociali sarà ancora significativo”. In particolare, il rapporto messo a punto dalla commissione dell’informazione, indica la stima che nell’anno possa esserci una perdita di posti di lavoro tra le 350mila e le 540mila unità se misurati in forze di lavoro e tra le 620mila e le 820mila in termini di Ula (Unità lavorative annue). Quanto ai disoccupati, potrebbero aumentare in una forchetta che oscilla tra le 270mila e 460mila unità. (Ansa)

Documenti utili:

Contro la crisi solo operazioni elettorali

Il Segretario generale della Cisl bresciana, Renato Zaltieri, intervistato ieri dal quotidiano Bresciaoggi, parla senza mezzi termini di immobilità, di calcolo e di opportunismo della politica e delle istituzioni bresciane rispetto alla crisi:

Il tavolo anticrisi è stato solo un passaggio a fini elettorali. Esaurita quella priorità è venuto meno tutto quanto.

Zaltieri rincara poi la dose parlando della distanza tra le parole che vengono usate e i fatti che ne conseguono sul ruolo del sindacato:

Notiamo che quando sono i sindacati a chiedere (n.d.r. il riferimento è alla reiterata richiesta della Cisl di un tavolo territoriale di confronto rimasta per due anni senza risposta) che pure rappresentano il 24% della popolazione bresciana, c’è poca sensibilità. Non ho trovato attenzione ad un rapporto con noi su lavoro e soluzioni condivise.

Il Segretario generale della Cisl di Brescia rende esplicite le preoccupazioni sindacali sulla autosufficienza delle istituzioni:

Per questo ribadisco che bisogna andare oltre il tavolo anticrisi. Vediamo solo interventi isolati, a partire dal parcheggio sotto la galleria, una scelta solitaria. E sono perplesso pure sulla necessità di destinare oltre 60 milioni di euro all’aeroporto di Montichiari. Non basta? Risolviamo il nodo dei Centri Fiera. Ma ciò che più mi interessa è il principio, ragioniamo nell’insieme anziché fare opere spot spesso inutili e dannose come il Freccia Rossa, messo lì non si sa perché, quando bisognava convogliare il traffico altrove. Non facciamo questioni di colore amministrativo: ci sono gli errori che si commettono quando le istituzioni decidono da sole senza visione di lungo periodo.

Leggi l’intervista a Renato Zaltieri su BresciaOggi in formato PDF.

Cottinelli: no ai licenziamenti

La CISL FP di Brescia conferma la contrarietà sia sulla scelta di appalto che sull’avvio della procedura di licenziamento di 29 dipendenti decisa dalla Fondazione Pasotti Cottinelli. Nel contempo, l’azione della CISL, si pone l’obiettivo di tutelare al meglio il personale oggetto di “esubero” ed ha formalizzato una serie di proposte all’Amministrazione in ordine alle garanzie occupazionali per i lavoratori interessati e garanzie di armonizzazione dei trattamenti giuridici ed economici. Su tali proposte l’Amministrazione negli incontri del 16 e 23 luglio ha dichiarato la condivisione su alcune questioni e la disponibilità al confronto su altre.

Le proposte della CISL:

  • Garanzie occupazionali: considerato che, nelle premesse al Contratto di appalto dei servizi, stipulato tra Fondazione e la Cooperativa in data 6 aprile 2009, si fa riferimento alla concessione della gestione per la durata di anni 3, si chiede formale impegno della Fondazione a garantire al personale “assorbito” dalla Cooperativa, la continuità lavorativa allo scadere dei 3 anni citati o presso la RSA ” Pasotti Cottinelli” o altro soggetto eventualmente subentrante.
  • Trattamenti giuridici ed economici: in considerazione che, secondo quanto previsto dall’art. 6 del Contratto di appalto citato, il personale verrà ” assorbito” dalla Cooperativa, si chiede che la completa “armonizzazione” citata dal medesimo articolo 6 sia formalmente garantita dalla Fondazione e che, dalla stessa, sia formalmente pretesa da parte della Cooperativa appaltante. In particolare si fa riferimento, ponendo peraltro attenzione ai due contratti tuttora applicati presso la RSA (Enti locali e Turismo) al mantenimento dei trattamenti previsti per malattia, maternità, orario di lavoro, turnazioni, ferie e permessi, nonché, ovviamente al trattamento economico di paga base ed accessorio. Su queste questioni la CISL FP di Brescia terrà aperto il confronto convinta di tutelare al meglio i dipendenti. Se il confronto non darà gli auspicati risultati saranno assunte altre iniziative a tutela dei dipendenti.

250 milioni di euro per la cassa in deroga

Nuove risorse per gli ammortizzatori sociali, il commento del segretario generale della Cisl Lombardia, Gigi Petteni.

È giunta oggi notizia che sono stati finalmente sbloccati 250 milioni di euro per gli ammortizzatori sociali in deroga per la Lombardia. Questo ci consente di affrontare le difficoltà dei prossimi mesi. Accantonata la preoccupazione per la mancanza delle risorse, occorre un impegno straordinario affinché in tutte le aziende interessate agli ammortizzatori sociali in deroga ci si impegni soprattutto per un loro riposizionamento strategico sul mercato. Da parte nostra ci stiamo già adoperando per sviluppare iniziative di formazione e aggiornamento, per valorizzare le risorse umane e consentire ai lavoratori di prepararsi ai cambiamenti. Allo stesso tempo dobbiamo affrontare la sfida per il reimpiego di quanti sono già usciti dai processi produttivi. Tocca ora al mondo del credito diventare un vero alleato delle imprese, per consentire di superare questa fase e favorire la nuova collocazione strategica del mondo produttivo e dei servizi. Questo risultato premia il forte lavoro concertativo fatto tra la Regione Lombardia e le parti sociali”.

Cinque intossicati in acciaieria

Cinque operai ricoverati in Ospedale per intossicazione ed uno soccorso per trauma toracico. È il bilancio dell’incidente avvenuto ieri sera alle 22 nello stabilimento siderurgico Lucchini di Piombino (Livorno) dove si è verificata una violenta esplosione. Gli operai coinvolti non sarebbero comunque in gravi condizioni. Nessuno tra gli addetti coinvolti sembrerebbe in gravi condizioni. Lo scoppio – fanno sapere dall’azienda – sarebbe dovuto alla reazione di una paiola contenente acciaio liquido entrata a contatto con l’acqua, per motivi ancora da accertare.

I carabinieri hanno effettuato un primo sopralluogo nello stabilimento per stabilire le cause dell’incidente. (Ansa)

Il Gruppo Lucchini ed è uno dei maggiori produttori italiani di acciaio. Dal 2005 la maggioranza del Gruppo Lucchini è passata, attraverso un aumento di capitale, dalle mani della famiglia bresciana al gruppo russo SeverStal.

Scoppio in acciaieria. Carenze e inefficienze

Fiom Cgil, Fim Cisl e Uilm Uil di Piombino (Livorno), hanno diffuso un comunicato stampa in cui prendono posizione dopo l’incidente di ieri notte nell’acciaieria Lucchini che ha causato il ferimento di sei operai.

Il caso ha voluto che fossero feriti non gravi – si legge nel comunicato – ma ciò che è successo poteva avere facilmente conseguenze più gravi. (…) Questo incidente dimostra carenze ed inefficienze nell’ organizzazione del lavoro ed una mancata osservanza delle norme di sicurezza in azienda. Come sindacato avevamo già denunciato un clima di eccessiva pressione nei confronti dei lavoratori, una carenza ed inefficienza dei mezzi non più sufficienti per far fronte all’aumento della produzione. Riteniamo importante l’aumento produttivo previsto in Acciaieria, ma contemporaneamente occorre aprire un confronto sull’organizzazione del lavoro, sui suoi ritmi, sulle necessarie pause nell’area a caldo, sull’entità delle manutenzioni e sulla formazione del personale.”

CISL BRESCIA: Uffici aperti. Accessi in sicurezza regolati su prenotazione allo 030 3844 511