Infermieri: governo senza logica. Ne occorrono 19.669 ma il bando è per 14.909!
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Infermieri: governo senza logica. Ne occorrono 19.669 ma il bando è per 14.909!

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Pubblicato il 6 Agosto 2009

Un’indagine sulla professione infermieristica e sulla corrispondente offerta formativa universitaria mette in luce come continui ad esserci un’evidente sfasatura nella programmazione dell’accesso alla carriera di infermiere: quasi 5 mila posti in meno di quanto richiesto dal mercato. Lo dice un’indagine su base nazionale della Funzione Pubblica della Cisl. Lo studio ha incrociato il numero dei posti per i corsi di laurea in scienze infermieristiche messi a bando dalle università italiane con le necessità stimate dai Collegi professionali degli infermieri e le richieste provenienti dalle Regioni.

“Sarà almeno un decennio che è caccia aperta all’infermiere che non si trova soprattutto nel nord Italia. I collegi professionali – spiega Daniela Volpato della Segreteria della FP Cisl confederale – hanno chiesto per l’anno accademico 2009/2010 che le Università portassero a 22.030 i posti disponibili per gli aspiranti infermieri. Le Regioni, quindi i futuri datori di lavoro, attraverso un apposito accordo Conferenza Stato-Regioni hanno chiesto da parte loro che in autunno si aprissero le porte per non meno di 19.669 studenti di scienze infermieristiche in modo da colmare, una volta completati gli studi, il fabbisogno di professionisti di ospedali, Asl e presidi sanitari. A fronte di questo il decreto del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca ha fissato, con i decreti di luglio, a 14.909 i posti messi a bando: con uno scostamento di 4.760 unità rispetto alla domanda espressa ufficialmente da chi domani dovrà impiegarli, cioè un quarto in meno del necessario”. Una differenza che si ripercuote sulla proporzionalità tra medici e infermieri. Ma non è tutto. Facendo una proiezione sulle domande per i corsi universitari di infermiere si vede che nel 2008 sono stati quasi 30.000 gli studenti a provare il concorso di accesso, più del doppio dei posti disponibili. Condizione che se riportata al 2009 si rivelerà senz’altro sottostimata considerate le difficoltà occupazionali di altri settori e la tendenza in atto da alcuni anni”. Cade insomma il mito dei giovani che non vogliono fare l’infermiere. “Per questo non si comprende come le università non adeguino le proprie strutture, la propria organizzazione e la propria offerta formativa rispetto alle esigenze e ai fabbisogno del Paese. E costringano il sistema sanitario a cercare infermieri all’estero”. Dalla Cisl Fp parte dunque un appello forte alle regioni e alle università affinché le prime “facciano rispettare le richieste avanzate in sede di Conferenza Stato-Regioni” e le seconde “organizzino l’offerta formativa in maniera più consona alle necessità. La domanda di infermieri c’è e può creare nuova occupazione e non riguarda solo le strutture pubbliche, ma l’insieme dei bisogni di prevenzione, cura e assistenza espresse anche dalle case di cura, dalle case di riposo e dall’assistenza domiciliare”. www.cisl.it