Piano casa: aggressione al territorio
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Piano casa: aggressione al territorio

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Pubblicato il 15 Luglio 2009

“Maggioranza e Giunta si ritrovano infine d’accordo sugli stimoli da dare alla speculazione edilizia e al consumo di territorio in Lombardia, cementificando anche i quartieri d’edilizia residenziale pubblica, per fare nuove case da destinare ai ceti medi”. Il Sicet, sindacato inquilini della Cisl Lombardia, esprime una forte critica sul provvedimento approvato ieri dal Consiglio regionale. “Dopo l’esperienza nefasta dei sottotetti – sottolinea il segretario generale lombardo, Pierluigi Rancati – si prepara dunque una nuova aggressione cementizia sulla città e il territorio, senza risparmiare i centri storici, le aree agricole e le riserve naturali della Lombardia. La legge votata dalla maggioranza di centrodestra non produrrà alcuna significativa controtendenza alla recessione economica o, più sommessamente, alla crisi del comparto immobiliare in Lombardia”.

Ancora una volta, come nel caso del riavvio dei piani di vendita o della sottrazione degli alloggi per l’utilizzo a canone moderato, si coglie l’occasione per intervenire sul patrimonio esistente con l’intento di cavarne una maggiore resa economica rispetto ai canoni pagati dagli attuali assegnatari, perseguendo scopi perfino concorrenti con le finalità d’istituto dell’edilizia pubblica. La realizzazione di nuova volumetria (ovvero sopraelevazioni o nuovi edifici su aree libere a verde presenti nei quartieri), fino ad una quota massima del 40% della cubatura complessiva, non aumenterà di un solo alloggio l’offerta abitativa destinata alla domanda sociale che alligna nelle graduatorie pubbliche. Si consente perfino agli enti proprietari (Aler e Comuni) la cessione o commercializzazione dei diritti volumetrici verso operatori terzi (imprese e cooperative) per la costruzione di immobili in regime di housing sociale.

“Ma i quartieri di edilizia pubblica esistenti, più che d’interventi di densificazione e aumento delle volumetrie avrebbero bisogno di interventi integrati di rigenerazione e riqualificazione – dice ancora Rancati – come d’altra parte la Regione aveva avviato con la stagione dei Contratti di quartiere. Ora si fa l’esatto contrario e, pur di spremere dai quartieri di edilizia pubblica “qualcosa” da gettare in pasto alle velleitarie ipotesi di rilancio a breve termine del settore immobiliare, si fa strame di qualsivoglia disegno pubblico sulla città e sulla risposta ai bisogni più gravi”. (www.lombardia.cisl.it)