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Sicurezza e lavoro: due facce della stessa medaglia
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Sicurezza e lavoro: due facce della stessa medaglia

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Pubblicato il 23 Febbraio 2009

«Il lavoro nero e la sicurezza sono due facce della stessa medaglia: il nostro obiettivo è sconfiggere il primo per rafforzare la seconda». A dirlo è stato ieri Antonio Lazzaroni, segretario generale della Filca Cisl di Brescia, nel corso dell’ottavo congresso del sindacato degli edili.

Con più di 8.300 iscritti (gli immigrati sono 2.937), la Filca Cisl di Brescia è sul nostro territorio la più grande organizzazione sindacale delle costruzioni. I lavori congressuali, che si sono tenuti ieri al Park Hotel Cà Nöa di Brescia, si sono conclusi con la conferma dello stesso Lazzaroni e di tutta la segreteria uscente.

La relazione del segretario ha preso le mosse dalla grave situazione di crisi del settore: cassa integrazione e mobilità sono ormai all’ordine del giorno. «In edilizia – ha detto Lazzaroni – operano piccole e piccolissime imprese e, per i dipendenti, il sistema di tutele non è sufficiente».

Proprio per questo, il sindacato (unitariamente), con le controparti, ha redatto un documento per chiedere un intervento straordinario in favore degli ammortizzatori sociali. «Nello stesso tempo – ha aggiunto Lazzaroni – chiediamo al Collegio dei costruttori di utilizzare la Cassa edile per integrare il reddito dei lavoratori colpiti dalla crisi».

Sul dramma degli infortuni, sul lavoro nero e sull’evasione contributiva che segnano i diversi settori in cui si articola l’attività sindacale della Filca Cisl, Lazzaroni ha ribadito la necessità di cambiare «un mercato che gioca la propria partita sulla pelle di chi lavora, che premia unicamente in base alla quantità di lavoro; una condizione che va di pari passo con ritmi incalzanti, stress, rischi e pressioni sugli anelli più deboli del lavoro di cantiere».

Sulla specificità del lavoro rappresentato dalla categoria, il segretario generale della Filca ha sottolineato la necessità di una corsia preferenziale per l’uscita verso la pensione dei lavoratori: «Il sistema pensionistico non può continuare a considerare uguali tutti i lavori a prescindere dalla fatica e dall’usura fisica conseguente, dai rischi, dalla precarietà, dalla stagionalità e dalla discontinuità che caratterizzano i nostri settori. Il lavoro edile ha tutte le caratteristiche perché siano previsti interventi particolari ed adeguati».

Intanto, la categoria guarda al futuro con grande preoccupazione. «Se non ci sarà una ripresa in tempi brevi – ha concluso Lazzaroni – la situazione sarà estremamente problematica sotto il profilo occupazionale». (www.giornaledibrescia.it)