Congresso Filca: il sindacato che costruisce
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Congresso Filca: il sindacato che costruisce

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Pubblicato il 19 Febbraio 2009

Con più di 8300 iscritti, 2937 dei quali immigrati, la Filca Cisl di Brescia è sul nostro territorio la più grande organizzazione sindacale delle costruzioni. Domani, venerdì 20 febbraio, nella sala convegni del Park Hotel Cà Noa, i 150 delegati eletti nelle assemblee tenutesi nelle scorse settimane daranno vita all’ottavo congresso della Categoria. Ad aprire i lavori sarà il Segretario generale Antonio Lazzaroni, che a partire dalle 9,30 presenterà al congresso la relazione della Segreteria. “La situazione dei nostri settori (edilizia, legno e arredamento, lapidei, laterizi e cemento) è davvero difficile – spiega Lazzaroni presentando i temi del Congresso e l’impossibilità di prescindere dalla crisi in atto – e sempre più numerose sono le realtà di lavoro in cui si deve far ricorso alla cassa integrazione, compresa quella in deroga, alla mobilità o alla disoccupazione. L’edilizia, che storicamente ha tempi diversi di reazione alle difficoltà economiche, stavolta sembra allinearsi all’andamento generale della crisi, resa ancora più evidente dalla cesura con un periodo piuttosto lungo di buona congiuntura”.

È stata una fase di espansione comunque problematica: “Nel privato immobiliare in questi anni si è costruito senza badare alla domanda esistente: così, mentre la richiesta era di abitazioni a prezzo contenuto, si è costruito invece in maniera diffusa e costante con tipologie di livello medio alto. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: notevoli quantità di invenduto e mancanza di risposte per la domanda reale”.

Sul dramma degli infortuni, sul lavoro nero e sulla evasione contributiva che segnano i diversi settori in cui si articola l’attività sindacale della Filca Cisl, Antonio Lazzaroni ribadisce che sono facce di una stessa medaglia, “quella di un mercato che gioca la propria partita sulla pelle di chi lavora, che premia unicamente in base alla quantità di lavoro; una condizione cha va di pari passo con ritmi incalzanti, stress, rischi e pressioni sugli anelli più deboli del lavoro di cantiere”.

Sulla specificità del lavoro rappresentato dalla categoria, il Segretario generale della Filca sottolinea la necessità di una corsia preferenziale per l’uscita verso la pensione dei lavoratori: “Il sistema pensionistico non può continuare a considerare uguali tutti i lavori a prescindere dalla fatica e dall’usura fisica conseguente, dai rischi, dalla precarietà, dalla stagionalità e dalla discontinuità che caratterizzano i nostri settori. Il lavoro edile ha tutte le caratteristiche perché siano previsti interventi particolari ed adeguati”.