La Cisl sul bonus bistrattato
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La Cisl sul bonus bistrattato

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Pubblicato il 31 Gennaio 2009

Dichiarazione di Renato Zaltieri, Segretario della Cisl di Brescia, dopo l’ordinanza del Tribunale del lavoro che ha dichiarato discriminatoria la scelta del Comune di escludere i figli di genitori stranieri dal bonus bebé.

Non avrei mai pensato, soprattutto in un periodo di divisione come quello che sta vivendo il movimento sindacale, di trovarmi a dover esprimere solidarietà alla Cgil. Ma va fatto, e la Cisl lo fa convintamente, perché l’attacco della Lega, che ha invitato i bresciani iscritti a quella organizzazione a disdire la tessera sindacale, è un segno di insofferenza politica e di preoccupante nervosismo.

Se il Governo di Palazzo Loggia, di cui la Lega è azionista di minoranza anche se impone a tutte le altre componenti la sua politica e le sue priorità, avesse deliberato sul bonus bebè tenendo conto del dibattito sociale che ha accompagnato la nascita del provvedimento, delle richieste e dei suggerimenti che rispettosamente da più parti sono stati sottoposti al Sindaco, oggi la Giunta non si troverebbe nella situazione in cui è.

Questo non significa che la Cisl sia d’accordo con l’azione giudiziaria patrocinata dalla Cgil. Pensavamo fosse un errore quando si cominciò a parlarne, ne siamo ancora più convinti adesso che si vedono gli effetti pratici dell’ordinanza del Tribunale, e cioè il ritiro della delibera – che significa cancellare il sostegno economico a tutte le famiglie – e l’annuncio del progressivo disimpegno della Loggia sui provvedimenti in favore dei cittadini stranieri. Cosa ci sia dunque da festeggiare è difficile capirlo.

L’unica cosa evidente è che non si possono affrontare problemi con implicazioni così grandi e ricadute generalizzate appellandosi ai giudici. Salvo che si voglia radicalizzare uno scontro sociale sperando di trarne benefici che niente hanno a che vedere con il merito della questione sollevata.

Io spero che la Giunta municipale di Brescia possa ripensare il provvedimento in un iter decisionale più partecipato, cercando la collaborazione delle parti sociali. Sono sicuro che in questo modo si potrebbero anche superare le difficoltà di bilancio che sembravano essere d’ostacolo all’allargamento del bonus bebè. Penso che un atteggiamento nuovo da parte di Palazzo Loggia potrebbe, in un’ottica di reale sussidiarietà che è parte della migliore tradizione bresciana, generare idee, energie e risorse inaspettate.