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La Cisl scuola accetta la sfida
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La Cisl scuola accetta la sfida

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Pubblicato il 30 Gennaio 2009

Le decisioni del Governo sulla scuola, dal maestro unico alle classi speciali, dall’abbandono del tempo pieno ai tagli generalizzati delle risorse, “sono funzionali al realizzarsi di un preciso progetto culturale e politico che implica una idea del senso e della funzione della scuola antitetica alla nostra”. Lo ha detto questa mattina il Segretario generale della Cisl Scuola, Enrico Franceschini, nella relazione che ha aperto il Congresso di una delle più importanti categorie della Cisl bresciana.

Davanti ai 200 delegati riuniti al Centro Paolo VI in rappresentanza dei 5000 iscritti alla categoria, Franceschini ha insistito sulla “sfida radicale e profonda, culturale prima di ogni altro aspetto” portata al mondo della scuola e alla società nel suo insieme: “Una diversa idea di scuola implica infatti una diversa idea di cittadinanza, di società, di stato, di relazione tra i cittadini e la politica. Un’idea di scuola di stampo funzionalistico, più attenta agli sbocchi che ai processi educativi, che riduce al minimo essenziale l’opportunità di acquisire saperi, linguaggi, conoscenze”.

“Noi abbiamo un altro progetto di scuola – ha continuato Franceschini – centrata sull’integrale sviluppo di ogni potenzialità della persona umana, sulla garanzia di pari opportunità sostanziali per tutti”.

Il messaggio che il sindacato scuola della Cisl rilancia non è contro le riforme, ma per una riforma che nasca da una visione condivisa, da un progetto comune che muova dal positivo che già esiste.

Fare insieme, pensare plurale, ritrovare unità sono altre parole chiave della relazione congressuale proposta da Franceschini. Sul versante organizzativo interno alla Cisl il Segretario generale della Scuola ha richiamato la necessità di avere “consapevolezza di essere parte di un tutto, comprendere cioè che nessuno, singolo o struttura, può andare da solo, che sempre e comunque si è insieme”.

Parlando del rapporto con i lavoratori e gli iscritti, Franceschini ha sottolineato che l’impegno della Cisl Scuola è “sentire, condividere, trovare risposta ai vari problemi, piccoli e grandi, degli iscritti e di chiunque abbia bisogno. In questo atteggiamento c’è il nostro “farci carico” dei problemi sociali ed economici del Paese. Sta in questo quella dimensione di responsabilità riformatrice che, dalle origini ad oggi, caratterizza il nostro essere e fare sindacato”.

Per Franceschini anche la crisi economica in atto ha bisogno, per essere affrontata e superata, di un recupero della dimensione formativa: “La radicalità della crisi ci offre l’occasione vera di trasformare i vincoli e difficoltà in opportunità. Rimettiamo al centro il lavoro, ripensiamo il senso del capitale economico, riconnettiamo i due vertici di un triangolo ideale, lavoro-capitale, con il terzo, che è essenziale e fondamentale, quello dell’istruzione e della formazione come elementi indispensabili per la piena cittadinanza attiva e la reale occupabilità”.

Allo stato delle relazioni interconfederali e all’ormai perdurante “ma non irreversibile rottura dell’unità sindacale”, Franceschini ha dedicato un ampio passaggio del suo intervento: “L’unità è per noi un valore – ha spiegato – ma non sempre e non a qualsiasi costo. Implica il reciproco riconoscimento e il rispetto reciproco per scelte diverse”. Ai colleghi della Cgil bresciana, il Segretario della Cisl Scuola ha ricordato l’inutilità degli scioperi decisi in modo unilaterale dalla loro organizzazione, e ha chiesto con franchezza “di dissociarsi esplicitamente dai comportamenti assunti da altre loro categorie e di operare all’interno della Camera del Lavoro di Brescia per ricostruire condizioni di unitarietà”.

Dopo la relazione di Franceschini i lavori della mattinata, proseguiti con il dibattito che ha visto la partecipazione di numerosi delegati, sono stati conclusi dall’intervento del Segretario generale della Cisl bresciana: “La centralità del lavoro deve essere la bussola di tutte le azioni che verranno intraprese per fare fronte alla crisi economica – ha detto tra l’altro Renato Zaltieri – così come è importante far emergere una volontà coesa e determinata tra le parti sociali e le istituzioni, il contrario, insomma, di quanto, per inequivocabile responsabilità del Governo, è avvenuto e continua ad avvenire su un tema così importante e decisivo come quello della scuola”.

Il congresso della Cisl Scuola terminerà in serata con l’elezione del nuovo Consiglio generale, che a sua volta eleggerà il nuovo Segretario generale e i nuovi componenti di Segreteria.