Più controlli su prezzi e tariffe

Ancora una iniziativa delle Associazioni bresciane dei consumatori. Dopo il convegno di due settimane fa sulla crisi dei mutui e sull’indebitamento delle famiglie, Adiconsum e Federconsumatori di Brescia e Valle Camonica, Movimento Consumatori e Unione Consumatori, hanno promosso un altro momento di approfondimento dedicato stavolta al rincaro dei prezzi e delle tariffe. “Ma quanto mi costi” è il titolo del convegno che avrà luogo venerdì 14 novembre alle 9,30 nella sede della Camera di Commercio di Brescia in via Einaudi al n.23.

Introdotti, a nome delle Associazioni bresciane dei consumatori, da Cesare Reboni, i lavori prevedono interventi di: Antonio Apparato, Dirigente della Camera di Commercio, Marco Trentini del Sistema Statistico Nazionale, Giacinto Brighenti, Presidente regionale di Federconsumatori, Ezio Lodetti, Direttore Scientifico della Fondazione iniziative zooprofilattiche e zootecniche, Costante Arosio, Direttore provinciale della Coldiretti, Carlo Massoletti dell’Ascom di Brescia, Alessio Merigo della Confesercenti cittadina, Renato Zaltieri in rappresentanza di Cgil, Cisl e Uil di Brescia. Coordinerà il dibattito il giornalista Gianmichele Portieri.

Sulla crisi: riprendere il dialogo

Il Segretario generale della Cisl bresciana, Renato Zaltieri, ha riunito ieri il gruppo dirigente dell’Organizzazione per un esame della situazione economica, produttiva e occupazionale del nostro territorio. Una valutazione a tutto campo che ha preso le mosse sia dai segnali che delegati Cisl registrano nei luoghi di lavoro, che dai dati sulla congiuntura del terzo trimestre 2008 e la preoccupante rilevazione periodica del ricorso alla Cassa Integrazione. Facendo proprie le valutazioni che i Segretari generali di Cgil Cisl e Uil di Brescia hanno sottoscritto il 17 ottobre in una lettera alle rispettive Categorie, il documento conclusivo della riunione dei vertici della Cisl sottolinea che la situazione di grave crisi economica e finanziaria internazionale ha reso ancora più evidenti i segnali di recessione da tempo in atto, e già fa sentire i suoi effetti sui livelli produttivi e su quelli occupazionali in molti settori ed aziende del nostro territorio. “Il movimento sindacale bresciano – si legge ancora in quella lettera –  intende riaffermare con forza il proprio impegno a difesa dei posti di lavoro e sollecita i diversi livelli di governo perché vengano adottati provvedimenti a salvaguardia della capacità di acquisto dei redditi dei lavoratori, dei giovani, dei pensionati e delle fasce più deboli della società”. Questa base di lavoro comune – osserva la Cisl nel suo documento – appare oggi gravemente compromessa dalla decisione unilaterale della Cgil di proclamare uno sciopero generale territoriale. Una decisione sbagliata, perché assunta in palese contraddizione rispetto alla sostanza di quanto sottoscritto non più tardi di dieci giorni vanificando, di fatti, un percorso che unitariamente era stato definito. Una decisione confusa perché somma nella protesta questioni che hanno percorsi rivendicativi diversi e risposte che sono in fasi di confronto differenti. Una decisione contraria all’unità d’azione del sindacato confederale a Brescia perseguita dalla Cisl, perché è evidente che d’ora in avanti sarà difficile dare per scontate iniziative unitarie.

Anche per questo – prosegue il documento – è oggi ancor più necessaria una iniziativa della Cisl di informazione e di discussione con i lavoratori sui benefici economici e normativi contenuti nelle linee guida per la riforma della contrattazione: pur considerando le stime più prudenziali, infatti, l’insieme dei punti di qualificazione del salario definiti nelle stesse, garantisce un effettivo incremento dei redditi da lavoro dipendente salvaguardando, laddove già definito, quanto stabilito dai contratti di lavoro in vigore. Il gruppo dirigente della Cisl bresciana sottolinea che “non basta dire di voler impedire che i costi della crisi vengano scaricati per intero sul lavoro dipendente, occorre predisporre strumenti perché ciò non si realizzi. Questo è ciò che ha fatto la Cisl, attraverso una precisa assunzione di responsabilità per quanto riguarda la riforma della contrattazione, sottoscrivendo i rinnovi contrattuali di Categoria e incalzando il Governo sull’aumento delle detrazioni fiscali per il lavoro dipendente e pensionati”.

Larga parte della discussione che ha impegnato i Segretari di Unione e di Categoria della Cisl di Brescia si è focalizzata sulle azioni da intraprendere: “Anche a livello locale, la crisi economica e finanziaria esige una ripresa di dialogo tra società, politica, istituzioni e organizzazioni sindacali. Alle Istituzioni chiediamo una attenzione particolare, in questa situazione oggettivamente difficile, al recupero e alla destinazione di risorse per le politiche attive per il lavoro (con particolare riferimento ai percorsi di reinserimento occupazionale) e per gli ammortizzatori sociali, compresa la cassa integrazione in deroga con una particolare attenzione ai lavoratori e lavoratrici delle piccole imprese”.

Una precisa richiesta la Cisl la indirizza in tal senso alla Provincia: “Che renda operativo il tavolo territoriale di confronto istituito nel 2003, per riannodare i fili di un confronto costruttivo e produttivo che consenta al nostro territorio una risposta di sistema alle sfide in atto”.

Leggi il documento integrale di Ust e Categorie Cisl di Brescia.

Domani la scuola è in sciopero

”Dovuto e importantissimo”. Così Anna Maria Furlan, segretario confederale della Cisl, giudica lo sciopero di domani della scuola. È necessario infatti “reagire all’attacco del Governo alla scuola attraverso i tagli, difendere la scuola pubblica e la possibilità per i giovani di una formazione seria e qualificata”. Altrettanto inaccettabili i tagli all’università e alla ricerca, che “ancora una volta dimostrano come, invece di puntare su formazione e innovazione si tende a tagliare i settori che caratterizzano il futuro”.

Uno sciopero dovuto, anche alla luce del voto (162 voti favorevoli, 134 contrari) con cui il Senato questa mattina ha approvato in via definitiva il decreto Gelmini. “Il Governo- ha sottolineato un altro Segretario confederale, Giorgio Santini – vuole imporre non una riforma, bensì una operazione di risparmio e taglio sulla scuola, che produrrà solo una offerta educativa meno qualificata e servizi meno efficienti, in particolare verso i soggetti e nei territori più deboli. Vengono così mortificati i ripetuti richiami al dialogo al quale il Capo dello Stato ha autorevolmente invitato tutte le parti. In tutto il paese aumentano lo sconcerto, la preoccupazione e la contrarietà che sono diventati intensa mobilitazione dei lavoratori, degli studenti e delle famiglie, insieme”.

“Domani a Roma- conclude il sindacalista- la scuola reale manifesterà in modo massiccio, per dare prova di democrazia vera, per chiedere ancora al Governo di tornare indietro rispetto a scelte non condivise e non utili, per proporre ancora strade e percorsi alternativi, di buon senso e ragionevolezza, per una riforma sana, che unisca e non divida il Paese sul suo bene più prezioso, i giovani e il loro futuro”.

Leggi il documento dei sindacati confederali della scuola e la relazione di Renato Zaltieri, Segretario generale della Cisl bresciana, tenuta in apertura della assemblea unitaria dei delegati della scuola svoltasi lunedì a Brescia.

Statali: scioperi sospesi, forse un accordo

I sindacati sono stati convocati dal Governo per domani, giovedì 30 ottobre, per discutere del protocollo d’intesa sul pubblico impiego. A seguito di questa iniziativa il sindacato del Pubblico impiego della Cisl (Fps) ha deciso di sospendere gli scioperi regionali programmati per il 3, 7 e 14 novembre. Lo ha dichiarato il segretario generale della Fps, Rino Tarelli, spiegando che nella riunione ”si andrà a vedere se è possibile fare l’accordo”. ”Se riusciremo ad avere la firma del governo sul protocollo d’intesa per le amministrazioni centrali – ha affermato – sarà un passo avanti e revocheremo gli scioperi. Senza firma, invece, andremo avanti nella lotta”.

La sicurezza si conquista

Venerdì 17 ottobre è in programma nell’Auditorium della Cisl in via Altipiano d’Asiago, 3 a Brescia, il secondo dei tre seminari di approfondimento sulle recenti novità legislative in tema di sicurezza nei luoghi di lavoro. Rivolto ai dirigenti e agli operatori sindacali, ai Rappresentati dei Lavoratori per la Sicurezza e ai delegati aziendali, questo secondo appuntamento è dedicato al ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza e al tema della valutazione dei rischi. Ai partecipanti (quasi 200 al primo incontro) verrà proposto un questionario per evidenziare comportamenti e ostacoli nell’esercizio delle loro funzioni nel sistema della sicurezza sul lavoro. La discussione sulle risposte costituirà un elemento centrale del seminario. “Se vogliamo vincere la battaglia contro gli infortuni – spiega Paolo Reboni, componente della Segreteria della Cisl di Brescia con delega al tema della sicurezza sul lavoro – dobbiamo far funzionare gli strumenti di cui disponiamo. Deve diventare decisivo il ruolo di coloro che i lavoratori eleggono come loro rappresentante per seguire questi temi, così come bisogna avere il coraggio di andare a vedere se i poteri che stanno in capo a quel ruolo sono sempre esercitati fino in fondo e anche capire eventualmente che cosa li ostacola, nella consapevolezza che ognuno deve esercitare la propria responsabilita in un sistema che vede in primis coinvolto il datore di lavoro”.

Il seminario avrà inizio alle 9,30 e terminerà alle 13.

Sì alle linee guida per la riforma

La Cisl bresciana sostiene convintamene i risultati raggiunti nella trattativa con Confindustria per il rinnovo del modello contrattuale. Lo ha messo nero su bianco il Consiglio generale della Cisl, allargato alla partecipazione dei rappresentanti sindacali aziendali ed ai delegati delle leghe dei pensionati, al termine della riunione che si è tenuta questa mattina al Centro Paolo VI. Ad introdurre i lavori è stato il Segretario generale Renato Zaltieri che ha sottolineato la delicatezza del momento che attraversa il nostro Paese ed i rischi che la crisi economico finanziaria internazionale scarichi i suoi effetti sui lavoratori, sulle famiglie e sui pensionati. La relazione vera e propria è stata svolta da Giorgio Santini, il Segretario confederale che per la Cisl ha partecipato a tutte le riunioni  con Confindustria per la definizione delle linee guida sulla riforma contrattuale. Santini ha spiegato che il documento assume sostanzialmente i punti qualificanti della piattaforma unitaria di Cgil Cisl e Uil: triennalità del contratto, nuovo sistema di calcolo per l’inflazione realisticamente preventivata, rispetto delle scadenze contrattuali, definizione di una “base di calcolo” per i contratti che ne sono privi salvaguardando per i contratti che già la prevedono quella fino ad ora definita, allargamento della contrattazione decentrata.

Il dibattito è stato poi occasione per un ulteriore approfondimento da parte del Segretario confederale: “La Cgil sta mettendo in giro documentazione ambigua e distorta. La verità è che con il nuovo modello contrattuale i lavoratori avrebbero più soldi in busta paga e più garanzie. Aggrapparsi ad  un blando riferimento alla bilateralità contenuto nelle linee guida – sapendo che la Cgil è presente in tutti gli organismi bilaterali – o al fatto che controllo e sanzioni appartengono agli accordi tra le parti e non alla magistratura, ha il sapore di un pretesto del tutto incomprensibile”. Anche per questo la strada delle assemblee unitarie nei luoghi di lavoro per illustrare le linee guida è, soprattutto a Brescia dove la Cgil si distingue per il suo estremismo, del tutto improponibile. “Per noi – ha spiegato Zaltieri – ciò significa ovviamente un di più di impegno e di fatica, ma lo sopportiamo volentieri perché abbiamo da presentare ai lavoratori risposte concrete, prospettive tangibili, vantaggi quantificabili”.

La riunione del Consiglio Generale è stata anche l’occasione per esprimere la preoccupazione della Cisl per i gravi segni di crisi che sta attraversando il sistema manifatturiero bresciano e che vede la nostra provincia coinvolta in numerosi processi di riorganizzazione aziendale che spesso esplodono nella chiusura delle imprese e che già oggi vedono coinvolte centinaia di lavoratrici e lavoratori senza prospettive di lavoro, soprattutto per i settori tessile-abbigliamento e metalmeccanico. Il Consiglio ha espresso in particolare solidarietà e vicinanza alle 130 lavoratrici della Henriette di Castenedolo che da due mesi lavorano senza percepire lo stipendio per le difficoltà finanziarie che attraversa una delle più importanti aziende del sistema moda del bresciano.

Mercoledì a Brescia il consiglio generale della Cisl

Tempi difficili. Comincia così la lettera di convocazione del Consiglio generale della Cisl di Brescia che si riunirà mercoledì 15 ottobre nel Centro Paolo VI in città. “In verità per la Cisl non ci sono mai stati tempi facili e semplici – spiega il Segretario generale Renato Zaltieri – Ma oggi più che mai, oggi come sempre, si ripropone la questione del sindacato libero e del sindacato condizionato dalla politica”. Di carne al fuoco per una discussione sindacale a 360 gradi ce n’è davvero molta: dalle manifestazioni di cui è difficile comprendere dov’è la linea di confine tra la rivendicazione sindacale e l’amplificazione dell’attività di partito fino la vicenda Alitalia con l’incomprensibile balletto di chi ha giocato di sponda con la politica per condizionare la trattativa. Ma, soprattutto, quello che va prefigurandosi sulla riforma della contrattazione nel confronto tra sindacato e Confindustria. E poi ancora il destino della piattaforma unitaria presentata al Governo.

Il parlamentino della Cisl bresciana, per l’occasione allargato alla partecipazione più ampia dei dirigenti e dei delegati, vedrà la partecipazione del Segretario Confederale Giorgi Santini che in prima persona ha seguito per la Cisl la trattativa con Confindustria.

I lavori del Consiglio generale cominceranno alle 9,30 per concludersi nella tarda mattinata.

Una tesi su Cisl, stranieri e lavoro

La CISL di Brescia ha partecipato lo scorso anno alla progettazione della prima edizione del Master  dell’ Università Cattolica di Brescia dal titolo : Operatori del dialogo interculturale presso istituzioni pubbliche e private. Nel programma del Master, frequentato da 28 studenti, era inserito anche un periodo di stage da svolgere presso enti e associazioni. La CISL bresciana ha ospitato nei mesi scorsi la dottoressa Stefania Romano che ha approfondito le correlazioni tra lavoro e integrazione sociale dei cittadini stranieri. Oltre alla raccolta di dati e documentazione, lo studio è stato completato con una serie di interviste a dirigenti e operatori sindacali, delegati immigrati, iscritti e lavoratori immigrati, responsabili di Servizi ed Enti della CISL.

Su questi diversi materiali Stefania Romano ha redatto la sua tesi che ha discusso lo scorso 30 settembre nella Sala Chizzolini dell’Università Cattolica di Brescia. Il titolo della sua tesi è: “Il sindacato CISL di fronte alle sfide dell’integrazione”. Si tratta di un lavoro che ha suscitato in sede di discussione interesse e apprezzamento, con analisi e riflessioni che hanno messo in luce il senso più autentico dell’impegno sindacale, nella fattispecie quello della Cisl, su un versante decisivo come quello del lavoro per una compiuta integrazione sociale delle nuove cittadinanze frutto dei processi di immigrazione.

Scarica la tesi di laurea di Stefania Romano in formato PDF.

Laura Valgiovio alla guida della Fim Cisl Brescia

Il nuovo Segretario generale della Fim Cisl di Brescia è Laura Valgiovio.

È stata eletta questa mattina dal Direttivo dei metalmeccanici bresciani riunito nell’Auditorum della sede Cisl di via altipiano d’Asiago. La Valgiovio subentra a Sandro Pasotti che ha guidato la Categoria negli ultimi otto anni e che ora andrà ad occuparsi dell’ufficio sindacale nazionale della Fim a Roma.

Quarantanove anni, nel settore metalmeccanico dal 1974, Laura Valgiovio ha iniziato l’attività sindacale come componente della RSU alla Mesdan di Salò nel 1979. Operatrice a tempo pieno dal 1989, è stata anche componente di Segreteria della Fim del Garda. Con l’unificazione dei comprensori in un’unica struttura provinciale, nel 1993, unica donna fra i dirigenti a tempo pieno, è entrata nella Fim di Brescia. Nel 2000, con l’elezione a Segretario generale di Sandro Pasotti, è stata chiamata a far parte della segreteria provinciale con deleghe alle politiche contrattuali e ai problemi di organizzazione.

La Fim Cisl Brescia è una struttura di 9.052 iscritti con 10 persone che lavorano a tempo pieno, 8 operatori nelle diverse zone e alcuni collaboratori centrali. Laura Valgiovio è l’ottavo Segretario generale della Fim Cisl bresciana. Nel 1950 il primo fu Bruno Lucchese, a cui seguirono Franco Castrezzati, Marino Gamba, Armando Scotuzzi, Aldo Menini, Marco Castrezzati e Sandro Pasotti.

Alla riunione del Direttivo erano presenti il Segretario nazionale della Fim Giuseppe Farina, il Segretario generale della Fim Lombardia Nicola Alberta, Roberto Tenaglia della Segreteria della Cisl Lombardia e tutti i componenti la Segreteria della Cisl bresciana.

Le questioni di attualità del dibattito sindacale, in particolare quella della riforma della contrattazione, sono affiorate in tutti gli interventi del Direttivo. La Fim bresciana si è detta pronta ad affrontare le sfide che Cisl avrà di fronte, riaffermando l’impegno a rappresentare al meglio l’interesse degli iscritti e ad assumersi ogni responsabilità per dare risposte concrete ai lavoratori in tema di salario, di ridistribuzione della produttività, di sicurezza, tutele e partecipazione.

In 5000 per dire no a Brunetta e alla Gelmini

“Speriamo che prevalga il buon senso e che venga aperto il tavolo di confronto”. Angelo Galeazzi, Segretario generale della FPS Cisl, ha commentato così l’incontro in Prefettura al termine della mobilitazione che questa mattina ha visto sfilare per le vie della città  quasi 5000 dipendenti pubblici bresciani.

Al centro delle contestazioni lo stallo delle trattative per il contratto di lavoro di tanti settori del lavoro pubblico, e le riforme dei Ministri Brunetta (Funzione pubblica) e Gelmini (Pubblica istruzione). I sindacati chiedono di restituire alla contrattazione 1,7 miliardi sottratti dalla legge 133 ai fondi di Enti e Amministrazioni pubbliche, risorse che sarebbero sufficienti per rinnovare i contratti nazionali di lavoro scaduti. I lavoratori pubblici chiedono anche la stipula di un accordo sul modello contrattuale che confermi l’unicità del modello per il lavoro pubblico e privato. Grande attenzione e preoccupazione è stata espressa sul futuro del mondo della scuola: le riforme del ministro Gelmini sono pensate nella sola logica dei tagli e della penalizzazione delle professionalità. Per una scuola di qualità – hanno spiegato questa mattina i manifestanti – occorrono invece più risorse, sia finanziarie e umane.

I rappresentanti sindacali hanno consegnato al Prefetto Francesco Paolo Tronca una lettera che il rappresentante locale del Governo si è impegnato a far giungere a tutti i Ministri interessati, esprimendo anche – hanno detto i sindacalisti all’uscita da Palazzo Broletto – interessamento e preoccupazione per la tensione crescente che si registra negli ambienti di lavoro a fronte di una vertenza contrattuale che si trascina da ormai troppo, troppo tempo.

Contratti scaduti per 3,3 milioni di lavoratori

L’Istat ha rilevato che sono 28 i contratti di lavoro nazionali scaduti, relativi a circa 3,3% milioni di dipendenti e che interessano il 30,3% del monte retributivo totale. Risultano in vigore invece a fine agosto 48 accordi che regolano il trattamento economico e retributivo di circa 8,9 milioni di dipendenti con un’incidenza del 69,7% sul monte retributivo. Sempre ad agosto, comunica ancora l’Istat, la quota dei dipendenti in attesa di rinnovo, relativamente all’intera economia, è pari al 27,5%.

ANMIL, manifestazione nazionale il 12 ottobre

Domenica 12 ottobre si celebra la giornata nazionale per le vittime degli infortuni sul lavoro. L’Anmil, l’Associazione nazionale mutilati e invalidi sul lavoro, organizza una manifestazione che si svolgerà in tutte le province italiane. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno aderito alla manifestazione, così come il presidente dell’Inail e il presidente della commissione parlamentare d’inchiesta sulle morti bianche.

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