Scuola: il buon senso si fa strada

Riconferma delle 40 ore, con doppio organico, quale modello da privilegiare nella scuola dell’infanzia. Attivazione del modello a 24 ore, nella scuola primaria, solo nelle prime classi e solo a richiesta delle famiglie, salvaguardando le diverse articolazioni orarie e in particolare il “tempo pieno”. Salvaguardia del “tempo scuola” a 30 ore e delle opportunità per il “tempo prolungato”, nella scuola media. Sono solo alcuni dei punti dell’accordo sulla scuola tra governo e sindacati, raggiunto l’11 dicembre scorso.

“Un primo importante risultato – sottolinea il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni – della mobilitazione che ha coinvolto l’intero mondo della scuola, che con lo sciopero e la manifestazione del 30 ottobre chiedeva con forza un tavolo di confronto per discutere e cambiare le misure sulla scuola”. “Con riferimento agli obiettivi indicati nella piattaforma unitaria, il governo si impegna a recepire, nei regolamenti in corso di emanazione, alcune indicazioni che, pur non rimuovendo interamente le nostre ragioni di dissenso – aggiunge – in parte correggono e attenuano gli effetti di una manovra altrimenti difficilmente sopportabile per la nostra scuola”. Particolarmente positivi, secondo la Cisl e la Cisl Scuola, oltre alla riconferma delle 40 ore e del tempo pieno: il mantenimento, per il prossimo anno scolastico, degli attuali parametri per quanto riguarda il numero massimo di alunni per classe; l’impegno a confermare le risorse necessarie per il sostegno agli alunni disabili. “Il rinvio di un anno dei nuovi ordinamenti della scuola secondaria di secondo grado – commenta Francesco Scrima, segretario generale della Cisl Scuola – conferma la facile previsione per la quale avevamo da subito definito “missione impossibile” la pretesa di riorganizzare in pochi mesi, nell’ambito di provvedimenti finanziari, l’intero sistema scolastico”. “È ora indispensabile che il governo utilizzi il tempo che si è dato – aggiunge – per valorizzare al massimo le opportunità di confronto, con l’obiettivo di realizzare sugli interventi di riforma il più alto livello di condivisione possibile

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