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Sì alle linee guida per la riforma
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Sì alle linee guida per la riforma

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Pubblicato il 15 Ottobre 2008

La Cisl bresciana sostiene convintamene i risultati raggiunti nella trattativa con Confindustria per il rinnovo del modello contrattuale. Lo ha messo nero su bianco il Consiglio generale della Cisl, allargato alla partecipazione dei rappresentanti sindacali aziendali ed ai delegati delle leghe dei pensionati, al termine della riunione che si è tenuta questa mattina al Centro Paolo VI. Ad introdurre i lavori è stato il Segretario generale Renato Zaltieri che ha sottolineato la delicatezza del momento che attraversa il nostro Paese ed i rischi che la crisi economico finanziaria internazionale scarichi i suoi effetti sui lavoratori, sulle famiglie e sui pensionati. La relazione vera e propria è stata svolta da Giorgio Santini, il Segretario confederale che per la Cisl ha partecipato a tutte le riunioni  con Confindustria per la definizione delle linee guida sulla riforma contrattuale. Santini ha spiegato che il documento assume sostanzialmente i punti qualificanti della piattaforma unitaria di Cgil Cisl e Uil: triennalità del contratto, nuovo sistema di calcolo per l’inflazione realisticamente preventivata, rispetto delle scadenze contrattuali, definizione di una “base di calcolo” per i contratti che ne sono privi salvaguardando per i contratti che già la prevedono quella fino ad ora definita, allargamento della contrattazione decentrata.

Il dibattito è stato poi occasione per un ulteriore approfondimento da parte del Segretario confederale: “La Cgil sta mettendo in giro documentazione ambigua e distorta. La verità è che con il nuovo modello contrattuale i lavoratori avrebbero più soldi in busta paga e più garanzie. Aggrapparsi ad  un blando riferimento alla bilateralità contenuto nelle linee guida – sapendo che la Cgil è presente in tutti gli organismi bilaterali – o al fatto che controllo e sanzioni appartengono agli accordi tra le parti e non alla magistratura, ha il sapore di un pretesto del tutto incomprensibile”. Anche per questo la strada delle assemblee unitarie nei luoghi di lavoro per illustrare le linee guida è, soprattutto a Brescia dove la Cgil si distingue per il suo estremismo, del tutto improponibile. “Per noi – ha spiegato Zaltieri – ciò significa ovviamente un di più di impegno e di fatica, ma lo sopportiamo volentieri perché abbiamo da presentare ai lavoratori risposte concrete, prospettive tangibili, vantaggi quantificabili”.

La riunione del Consiglio Generale è stata anche l’occasione per esprimere la preoccupazione della Cisl per i gravi segni di crisi che sta attraversando il sistema manifatturiero bresciano e che vede la nostra provincia coinvolta in numerosi processi di riorganizzazione aziendale che spesso esplodono nella chiusura delle imprese e che già oggi vedono coinvolte centinaia di lavoratrici e lavoratori senza prospettive di lavoro, soprattutto per i settori tessile-abbigliamento e metalmeccanico. Il Consiglio ha espresso in particolare solidarietà e vicinanza alle 130 lavoratrici della Henriette di Castenedolo che da due mesi lavorano senza percepire lo stipendio per le difficoltà finanziarie che attraversa una delle più importanti aziende del sistema moda del bresciano.