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In 5000 per dire no a Brunetta e alla Gelmini
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In 5000 per dire no a Brunetta e alla Gelmini

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Pubblicato il 29 Settembre 2008

“Speriamo che prevalga il buon senso e che venga aperto il tavolo di confronto”. Angelo Galeazzi, Segretario generale della FPS Cisl, ha commentato così l’incontro in Prefettura al termine della mobilitazione che questa mattina ha visto sfilare per le vie della città  quasi 5000 dipendenti pubblici bresciani.

Al centro delle contestazioni lo stallo delle trattative per il contratto di lavoro di tanti settori del lavoro pubblico, e le riforme dei Ministri Brunetta (Funzione pubblica) e Gelmini (Pubblica istruzione). I sindacati chiedono di restituire alla contrattazione 1,7 miliardi sottratti dalla legge 133 ai fondi di Enti e Amministrazioni pubbliche, risorse che sarebbero sufficienti per rinnovare i contratti nazionali di lavoro scaduti. I lavoratori pubblici chiedono anche la stipula di un accordo sul modello contrattuale che confermi l’unicità del modello per il lavoro pubblico e privato. Grande attenzione e preoccupazione è stata espressa sul futuro del mondo della scuola: le riforme del ministro Gelmini sono pensate nella sola logica dei tagli e della penalizzazione delle professionalità. Per una scuola di qualità – hanno spiegato questa mattina i manifestanti – occorrono invece più risorse, sia finanziarie e umane.

I rappresentanti sindacali hanno consegnato al Prefetto Francesco Paolo Tronca una lettera che il rappresentante locale del Governo si è impegnato a far giungere a tutti i Ministri interessati, esprimendo anche – hanno detto i sindacalisti all’uscita da Palazzo Broletto – interessamento e preoccupazione per la tensione crescente che si registra negli ambienti di lavoro a fronte di una vertenza contrattuale che si trascina da ormai troppo, troppo tempo.